Le balene grigie (Eschrichtius robustus) hanno cambiato la loro lunga rotta migratoria. Si spingono nelle pericolose acque trafficate della baia di San Francisco in cerca di cibo e lì, sempre più spesso, muoiono. A lanciare l’allarme è stato un recente studio pubblicato su Frontiers in Marine Science da un team di ricerca coordinato dal Marine Mammal Center e dalla California Academy of Sciences, secondo cui appunto negli ultimi anni questi cetacei hanno cambiato le loro solite rotte di migrazione, ossia dalle acque artiche verso le lagune della Bassa California (Messico), a causa dell’aggravarsi della crisi climatica e del calo della disponibilità di risorse. Spostandosi in aree con maggiore attività umana, tuttavia, sono maggiormente esposte ai pericoli: nel caso della baia di San Francisco, il team ha scoperto che quasi il 20% degli esemplari che sono stati visti entrare è morto lì, soprattutto per traumi dovuti all’impatto con le imbarcazioni.
Le balene grigie
Specie protetta dal 1946, la balena grigia è uno dei cetacei più conosciuti, nota anche per compiere una delle migrazioni più lunghe di qualsiasi mammifero, in un viaggio di andata e ritorno di circa 15/20mila chilometri. Si sposta, infatti, dalle fredde acque artiche, dove si ciba prevalentemente di piccoli crostacei, fino alle lagune più calde e tranquille della Bassa California per partorire e nutrirsi di invertebrati, alghe e piccoli pesci. Tuttavia, l’impatto dei cambiamenti climatici sulle prede preferite dalle balene grigie le rende sempre più vulnerabili. Basta pensare che, secondo le stime della National Oceanic and Atmospheric Administration, la loro popolazione è diminuita di oltre il 50% dal 2016 e oggi si avvistano pochissimi cuccioli. “Sebbene le balene grigie abbiano storicamente mostrato cicli di espansioni e frenate guidati dalle fluttuazioni climatiche artiche, il declino più recente e la persistente scarsa produttività dei cuccioli sembrano essere esacerbati dalle continue perturbazioni climatiche”, si legge nello studio.
Fuori rotta
In passato, quindi, le rotte migratorie delle balene grigie non includevano la baia di San Francisco, ma dal 2018 sono stati avvistati stagionalmente alcuni esemplari che entravano e morivano nella baia. Per capire il motivo della loro comparsa, i ricercatori del nuovo studio hanno creato un catalogo delle balene grigie che visitavano l’area, utilizzando dati e fotografie in un periodo compreso tra il 2018 e il 2025. Dalle successive analisi hanno identificato 114 balene, di cui solamente 4 sono tornate nella baia e quindi avvistate tra un anno e l’atro. Invece, delle 70 balene grigie che sono state trovate morte nella zona, 30 di queste sono state investite da imbarcazioni, mentre molte delle altre per cui è stato possibile identificare la causa della morte sono decedute per malnutrizione. “Almeno il 18% degli esemplari identificati nella baia di San Francisco è poi morto nella zona”, ha spiegato Bekah Lane, tra gli autori dello studio. “La nostra analisi più ampia degli spiaggiamenti locali, sia all’interno che all’esterno della baia di San Francisco, ha rilevato che oltre il 40% di queste balene è morto a causa di traumi provocati dalle imbarcazioni”.


