Servizi AI di Google: AGCOM segnala alla Commissione Europea

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha recentemente intrapreso un’importante iniziativa, indirizzando una segnalazione alla Commissione Europea riguardo ai servizi AI di Google, noti come AI Overview e AI Mode. Questo intervento è stato sollecitato dalla Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) oltre sei mesi fa e si inquadra in un contesto di crescente preoccupazione per il rispetto delle norme antitrust da parte del colosso di Mountain View, con un’indagine avviata alla fine di dicembre 2025.

Preoccupazioni per il traffico web e l’informazione

La richiesta di AGCOM per valutare i servizi di Google è giunta in seguito a denunce da parte della FIEG, che ha sottolineato come l’introduzione di AI Overview e AI Mode stia causando una significativa diminuzione del traffico verso i siti web degli editori. In sostanza, gli utenti tendono a rimanere soddisfatti dai riassunti automatici forniti da questi strumenti, piuttosto che visitare le fonti originali delle notizie. Questa situazione rappresenta una minaccia non solo per i pubblicatori, in particolare per quelli più piccoli e indipendenti, ma anche per la varietà e la libertà di espressione nel panorama informativo.

Un aspetto particolarmente preoccupante è che gli assistenti AI non sempre garantiscono l’accuratezza delle informazioni. Sono già emersi casi di errori e “allucinazioni”, con notizie inventate che danneggiano l’immagine delle fonti citate. Questo è un rischio che non può essere sottovalutato in un contesto in cui il pluralismo e la correttezza dell’informazione sono essenziali.

La risposta di AGCOM e il possibile impatto normativo

Dopo aver raccolto testimonianze da Google e da altre parti interessate, tra cui rappresentanti della FIEG e della Federazione Italiana Settimanali Cattolici, AGCOM ha quindi deciso di portare la questione all’attenzione della Commissione Europea. L’obiettivo è far luce su una potenziale violazione degli obblighi stabiliti dal Digital Services Act, in particolare quelli legati alla trasparenza dei sistemi di raccomandazione e al pluralismo dei media.

La FIEG ha accolto con favore la decisione dell’AGCOM e ha espresso la propria disponibilità a collaborare con le piattaforme digitali per trovare soluzioni condivise. In questo contesto, è emersa anche l’idea di un meccanismo di opt-out, che permetterebbe agli editori di escludere i propri contenuti dal processo di addestramento dei modelli AI, senza timore di subire penalizzazioni o di perdere visibilità.

Conclusioni: verso un dialogo costruttivo?

Il confronto attuale tra le istituzioni, le federazioni editoriali e le big tech come Google rappresenta un’opportunità cruciale per definire un nuovo equilibrio nel panorama digitale. I servizi AI devono essere sviluppati in modo da rispettare i diritti degli editori e garantire un’informazione accurata e diversificata per gli utenti. La strada da percorrere è lunga, ma il dialogo avviato tra le varie parti potrebbe portare a soluzioni innovative e sostenibili che tutelino sia i contenuti editoriali sia i diritti degli utenti. Gli editori, le istituzioni e le piattaforme tecnologiche hanno ora l’opportunità di lavorare insieme per un futuro in cui l’innovazione non venga a scapito della pluralità dell’informazione.