Servizi cimiteriali digitali: le nuove linee guida del Garante per la privacy La digitalizzazione ha cominciato a trasformare in modo sostanziale non solo il nostro quotidiano, ma anche ambiti più particolari come la gestione dei servizi cimiteriali. Recentemente, il Garante…
Servizi cimiteriali digitali: le nuove linee guida del Garante per la privacy
La digitalizzazione ha cominciato a trasformare in modo sostanziale non solo il nostro quotidiano, ma anche ambiti più particolari come la gestione dei servizi cimiteriali. Recentemente, il Garante per la protezione dei dati personali ha emanato nuove direttive per garantire che l’innovazione tecnologica non comprometta la dignità dei defunti e il rispetto della privacy dei familiari. Al centro della controversia si trova in particolare l’applicazione “Aldilapp”, la quale è stata al centro di diverse sanzioni per Comuni italiani, tra cui Ancona e Velletri, i cui amministratori e la società sviluppatrice del software sono stati richiamati a rispettare le norme sulla privacy.
I rischi delle piattaforme ibride
Il Garante ha messo in luce i rischi associati all’uso di “piattaforme ibride”, che combinano scopi istituzionali e commerciali. L’app “Aldilapp”, ad esempio, raccoglieva dati dall’anagrafe mortuaria per creare “profili digitali” di defunti senza il consenso dei familiari. Questi profili erano visibili al pubblico e consentivano agli utenti di interagire, accendendo ceri virtuali o acquistando servizi come fiori e pulizie per le lapidi. Tali pratiche sono state giudicate come violazione dei principi di protezione dei dati, in quanto il materiale raccolto da enti pubblici non può essere utilizzato per fini commerciali senza una solida legittimazione giuridica.
Le indicazioni del Garante si fondano sull’importanza di separare nettamente le componenti istituzionali da quelle commerciali. È necessario garantire che le informazioni sensibili legate ai defunti siano trattate con il massimo rispetto e che l’accesso ai servizi pubblici non imponga la registrazione obbligatoria degli utenti. Inoltre, i Comuni, in qualità di titolari del trattamento dei dati, non possono delegare le loro responsabilità a fornitori privati, specialmente quando forniscono servizi su piattaforme che possono generare aspettative eccessive in termini di servizi pubblici.
Soluzioni software conformi e l’importanza della trasparenza
Malgrado le sanzioni, la necessità di digitalizzare i cimiteri resta un imperativo per le amministrazioni locali. Esistono applicativi di gestione progettati per operare esclusivamente nel rispetto delle norme pubbliche. Questi strumenti, spesso basati su cloud, non solo permettono di digitalizzare le pratiche funerarie, ma ottimizzano la gestione del patrimonio pubblico degli enti locali. Alcuni software offrono anche una pianta grafica interattiva che consente una mappatura precisa della struttura cimiteriale, facilitando enormemente le operazioni di back-office.
È fondamentale, inoltre, che i Comuni forniscano comunicazioni chiare e trasparenti a tutti gli interessati, in modo che gli utenti e gli eredi comprendano i diritti legati al trattamento dei dati. È importante che le informative siano esaustive e non generino ambiguità, evitando di scaricare la responsabilità esclusivamente sulla società fornitrice del software.
Verso una valorizzazione del patrimonio culturale
L’innovazione tecnologica nel settore dei servizi cimiteriali può portare a un più ampio dibattito riguardo la “Digital Death Industry” e al suo impatto sulla valorizzazione del patrimonio storico e artistico. Progetti come il “Digital Twin” per i cimiteri monumentali, come quello di Corciano, prospettano la creazione di repliche digitali dei luoghi di sepoltura. Queste iniziative non solo offrono una gestione amministrativa migliore, ma possono trasformare i cimiteri in musei a cielo aperto, dove cittadini e turisti possono esplorare virtualmente e conoscere la storia culturale e artistica del luogo.
In conclusione, il processo di digitalizzazione dei servizi cimiteriali in Italia deve essere effettuato con responsabilità e attenzione, seguendo le indicazioni del Garante per la privacy. È cruciale trovare un equilibrio tra l’efficienza amministrativa e il rispetto della privacy, garantendo che le informazioni personali non siano sfruttate a fini commerciali. La strada da percorrere è ancora lunga, ma il potenziale positivo di una digitalizzazione ben strutturata è indiscutibile.
