Shade raccoglie 14 milioni di dollari per semplificare la ricerca di video in linguaggio naturale

L’esigenza di una nuova soluzione di archiviazione

Nel mondo della creatività e del marketing, le tradizionali soluzioni di archiviazione cloud spesso non sono sufficienti. Le squadre devono gestire enormi quantità di file per trovare esattamente ciò di cui hanno bisogno. Con l’aumento della produzione di contenuti, alimentato dall’Intelligenza Artificiale, la situazione sta diventando sempre più complessa. In questo contesto si inserisce Shade, una startup di New York che ha sviluppato una piattaforma di archiviazione pensata per facilitare la ricerca e la gestione di contenuti multimediali per agenzie, squadre sportive, marchi di consumo, aziende immobiliari e podcaster.

Shade ha recentemente annunciato di aver completato un round di finanziamento da 14 milioni di dollari, guidato da Khosla Ventures, Construct Capital e Bling Capital. Fondata nel 2024 da Brandon Fan ed Emerson Dove, entrambi amici di lunga data, l’azienda ha già raccolto un totale di 20 milioni di dollari, attirando l’attenzione anche di investitori come General Catalyst e SignalFire.

Integrazione e funzionalità distintive

Una delle caratteristiche principali di Shade è la ricerca in linguaggio naturale, supportata da un sistema di auto-tagging intelligente. Questa funzionalità consente di non limitarsi a trovare un video, ma di individuare il preciso momento in cui si verifica una scena che corrisponde alla query di ricerca. Per esempio, gli utenti possono digitare “una persona con un laptop nella neve” e il sistema mostrerà tutti i clip corrispondenti, completi di timestamp. Inoltre, Shade offre la trascrizione automatica dei video, facilitando ulteriormente la ricerca basata su contenuti testuali e riconoscimento facciale.

Un’altra innovazione interessante è il sistema “streamable”, che consente di lavorare su un file quasi immediatamente, senza dover attendere il completamento del download. Gli utenti possono anche “pinnare” i file per accedervi anche in condizioni di bassa larghezza di banda. Questo rappresenta un cambiamento significativo rispetto a soluzioni come Google Drive o Dropbox, dove è necessario scaricare completamente i file prima di poterli modificare.

Collaborazione e gestione dei progetti

Shade non si limita a essere uno strumento di archiviazione; facilita anche la collaborazione tra i membri dei team. Gli utenti possono lasciare feedback legato a momenti specifici dei video, allegare file nei commenti e creare permessi differenti per gli accessi. Per le consegne ai clienti, è possibile creare collezioni di file brandizzati con protezione tramite password e scadenze di accesso.

Per i team più piccoli, Shade offre un piano a 20 dollari al mese per ogni utente, che include archiviazione attiva per 500 GB, indicizzazione illimitata grazie all’Intelligenza Artificiale e supporto per un massimo di 15 membri per workspace, oltre a 150 ospiti per la collaborazione.

Conclusioni e implicazioni per il mercato italiano

Nonostante Shade stia emergendo come un attore significativo nel panorama delle soluzioni di archiviazione e ricerca, non è l’unica. Start-up come Poly e Memories.ai stanno anch’esse cercando di risolvere problemi simili. Tuttavia, secondo Keith Rabois di Khosla Ventures, Shade si distingue per il suo approccio architettonico volto a integrare funzioni di streaming, indicizzazione e collaborazione in un’unica soluzione.

La crescente domanda per strumenti di questo tipo potrebbe avere importanti ripercussioni anche nel mercato italiano, dove molte piccole e medie imprese (PMI) e professionisti del settore creativo potrebbero beneficiare di strumenti che semplificano la gestione dei contenuti. Con l’evoluzione delle tecnologie e l’esigenza crescente di efficienza, Shade potrebbe rappresentare un’opportunità preziosa per ridurre il tempo e lo sforzo necessari nella gestione delle risorse multimediali, migliorando la produttività delle aziende italiane in un contesto globale in continua evoluzione.