Il caso Shein continua a far discutere in Europa. In Francia, un tribunale ha respinto la richiesta di sospendere per tre mesi il famoso marketplace di abbigliamento low cost. La decisione arriva dopo settimane di dibattito sul ruolo della piattaforma, sulla tutela dei minori e sulle pratiche commerciali considerate troppo aggressive. Nonostante la mancata sospensione, il giudice ha stabilito un punto fondamentale: Shein dovrà implementare un sistema di verifica dell’età per proteggere i giovani utenti.
Questa scelta non chiude la questione. Il governo francese ha già annunciato che presenterà ricorso, segno che il tema è tutt’altro che risolto. Per gli utenti, però, cosa cambia davvero? In questo articolo analizziamo la situazione e vediamo quali conseguenze potrebbe avere anche per chi usa la piattaforma in Italia.
Cosa ha deciso il tribunale francese
La richiesta iniziale puntava a una sospensione temporanea del marketplace Shein, accusato di:
- pratiche commerciali troppo invasive;
- possibile impatto negativo sui minori;
- mancanza di trasparenza su alcuni contenuti e promozioni;
- modelli di consumo considerati a rischio per i giovanissimi.
Il tribunale ha però rifiutato il blocco della piattaforma, ritenendo che le prove presentate non giustificassero un intervento così drastico. Allo stesso tempo, ha riconosciuto la necessità di proteggere i minori e ha imposto a Shein di introdurre un sistema di verifica dell’età.
Perché nasce la questione della verifica dell’età
Negli ultimi anni molti marketplace e social hanno dovuto introdurre controlli per impedire l’accesso ai minori in fasce d’età considerate a rischio. Il problema non riguarda solo il contenuto, ma anche le meccaniche di acquisto.
Su Shein, per esempio, sono frequenti:
- promozioni a tempo che spingono a comprare subito;
- gamification degli acquisti tramite punti, ruote della fortuna e premi;
- notifiche e pop-up continui;
- prezzi molto bassi che favoriscono acquisti impulsivi, anche tra i minorenni.
Per il tribunale francese, queste dinamiche rendono necessario un filtro sull’età degli utenti per verificare che chi utilizza la piattaforma sia davvero consapevole dei meccanismi commerciali.
Cosa potrebbe fare ora Shein
L’azienda dovrà adeguarsi rapidamente introducendo un sistema efficace di verifica. Le possibili soluzioni includono:
- richiesta della data di nascita e verifica con documenti;
- controlli basati su sistemi di verifica terzi (come quelli già usati da alcuni social);
- limitazioni su determinate funzioni per gli utenti minorenni.
Non è ancora chiaro quale metodo Shein adotterà, ma il requisito è ormai ufficiale.
Impatto per gli utenti italiani
Per ora la misura riguarda solo la Francia, ma è molto probabile che il tema arrivi anche in altri Paesi europei. Negli ultimi mesi, infatti, l’UE ha avviato più procedimenti su grandi piattaforme digitali, chiedendo maggiore trasparenza e tutele per gli utenti giovani.
In Italia potremmo aspettarci:
- nuovi controlli sull’età al momento della registrazione;
- possibili limiti agli acquisti per i minorenni;
- più informazioni chiare sulle promozioni a tempo;
- meccanismi meno aggressivi nelle notifiche.
Per gli utenti adulti non cambierà molto, mentre per i genitori potrebbe diventare più semplice controllare l’utilizzo dell’app da parte dei figli.
Cosa succede adesso
Il governo francese ha annunciato che farà ricorso contro la decisione del tribunale, quindi la vicenda non è chiusa. Shein, dal canto suo, dovrà implementare rapidamente la verifica dell’età per continuare a operare senza ulteriori contestazioni.
Il caso rappresenta un nuovo capitolo nella lunga discussione su come regolamentare i marketplace digitali, bilanciando libertà di commercio e tutela dei consumatori, soprattutto i più giovani.
Continueremo a seguire gli sviluppi per capire se questa misura rimarrà confinata alla Francia o diventerà un modello anche per gli altri Paesi europei, Italia compresa.


