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Si può evitare una nuova frana come Niscemi? Sì, per il governo che ha lanciato un sistema di monitoraggio e previsione

di webmaster | Feb 18, 2026 | Tecnologia


Roma, Italia – Dopo Niscemi, l’evidenza ha preso il sopravvento: non è più il caso di negare l’esistenza di un’emergenza molteplice, che per l’Italia va dal dissesto idrogeologico agli eventi meteo estremi potenziati dal riscaldamento globale. Anche i più scettici, oggi, fanno i conti con gli effetti di frane, incendi, aumento della temperatura superficiale e dei nostri mari. Fenomeni per molto tempo definiti “eccezionali”, ora destinati a costituire la nuova normalità. Raccolta di dati, analisi tempestive e modelli tecnologici predittivi possono però aiutare a prevenire o mitigare le conseguenze di simili accadimenti.

Come gestire una frana, prima che diventi emergenza

Nasce il Sistema integrato di monitoraggio e previsione

Con il Sistema integrato di monitoraggio e previsione (Sim), lanciato mercoledì 11 febbraio a Roma, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica prova a fare la sua parte in questo senso. Il Sim, iniziativa unica in Europa, è una piattaforma digitale alimentata dai dati inseriti da enti pubblici, regioni e forze dell’ordine, oltre che da quaranta amministrazioni comunali e più di tremila fonti tra banche dati territoriali, centri di ricerca e imprese specializzate.

Questo bacino di informazioni servirà soprattutto alle istituzioni stesse per agire in vari ambiti: dalla gestione delle emergenze al sostegno nei confronti della Protezione civile, passando per lo sviluppo dell’agricoltura di precisione (ovvero l’approccio alla coltivazione che si serve di tecnologie avanzate per ridurre gli sprechi e ottimizzare la produzione), il monitoraggio dell’inquinamento marino e litorale, l’individuazione di illeciti ambientali, il controllo di incendi sul territorio nazionale e la prevenzione dei rischi derivanti dall’instabilità idrogeologica.

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Italia 2050 è il nuovo format dedicato a immaginare come sarà il nostro paese a metà secolo. Il primo appuntamento è dedicato alla temperatura media, grazie al supporto del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici

Tutta l’Italia, a rischio frana

Un punto chiave, quest’ultimo, per la tutela della vita e della salute di cittadine e cittadini. Anche perché, come raccontato su Wired, secondo Carla Iadanza, ricercatrice di Ispra, oltre il 94% dei comuni italiani ha “almeno un’area classificata a pericolosità da frana elevata o molto elevata”. A rischio, dunque, non sono soltanto le aree del Sud Italia più duramente colpite dal ciclone Harry, ma tutto il Paese.

Oltre alle istituzioni, anche alcuni soggetti privati (concessionari di servizi, gestori di infrastrutture critiche, centri di ricerca e imprese) potranno beneficiare dei dati caricati sul Sim, seppur con qualche limitazione. Come spiegato nell’ambito della presentazione di questo ecosistema digitale, infatti, le modalità di accesso ai dati saranno “differenziate in funzione del profilo dell’utente e del livello di autorizzazione”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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