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“Siamo davvero figli delle stelle”, così il chimico Piero Ugliengo racconta la nascita della vita

di webmaster | Mar 3, 2026 | Tecnologia


Secondo la nonna di Piero Ugliengo, donna pragmatica di un altro secolo, cresciuta nelle campagne della provincia italiana, la questione della nascita della vita si risolveva in modo piuttosto semplice: i topi nascono dallo sporco. Non servivano spiegazioni complesse: bastava osservare un mucchio di stracci abbandonati in cantina per vederli apparire. Una visione naïf della teoria della generazione spontanea, o abiogenesi, in voga fino al diciassettesimo secolo e smentita definitivamente nel diciannovesimo, che contiene però la ricerca della risposta a una domanda che lo stesso Ugliengo, oggi professore ordinario di chimica fisica all’Università di Torino, ha messo al centro del suo nuovo saggio, La vita inizia qui (Il Mulino 2026): come è nata la vita? Si tratta di un interrogativo antico quasi quanto l’essere umano, cui scienziati e filosofi hanno provato per anni a trovare una risposta convincente, e che si è fatto ancora più complicato quando Friederich Wöhler, nel 1828, ha sintetizzato la prima molecola organica da composti inorganici, dissolvendo la linea di confine tra materia vivente e non vivente. Nel suo libro, Ugliengo viaggia alla ricerca delle origini chimiche dell’esistenza della vita, seguendo un percorso che parte dalle nubi interstellari e dai meteoriti carichi di molecole per giungere fino ai fondali oceanici della Terra primordiale: lo abbiamo incontrato per farci accompagnare in questo viaggio a ritroso e comprendere come è nata la vita.

Professor Ugliengo, c’è una domanda fondamentale, dalla quale discende tutto il resto. Cos’è la vita? Esiste un confine netto, misurabile, che ci permette di distinguere ciò che è vivo da ciò che non lo è?

Il professor Piero Ugliengo

Il professor Piero Ugliengo

Questa è la proverbiale domanda da cento milioni di dollari. Esistono più di cento definizioni diverse date nel corso del tempo e cambiate in funzione delle scoperte fondamentali, come quella degli acidi nucleici. La verità è che non c’è oggi una vera e rigorosa definizione della vita, ma piuttosto una sua descrizione operazionale: si descrive quello che la vita fa, non quello che la vita è. Se devo definire un cerchio, possiamo dire che è il luogo dei punti equidistanti da un centro; nel caso della vita, non siamo in grado di fare la stessa cosa in modo univoco. Il confine cui lei fa riferimento è in realtà molto scivoloso, proprio perché la complessità della vita è tale da sfuggire a una definizione netta. Personalmente, non amo molto per esempio la definizione della Nasa, che introduce il concetto di evoluzione darwiniana, perché si applica a una popolazione. A me interessa capire cosa ci fa transitare dalla non vita alla vita in un singolo individuo, in un singolo oggetto.

Piero Ugliengo La vita inizia qui  Un racconto molecolare delle origini. Il Mulino 2026

Piero Ugliengo, La vita inizia qui – Un racconto molecolare delle origini. Il Mulino 2026

Allora le chiedo: se non possiamo basarci sull’evoluzione darwiniana o sulla genetica, perché fanno riferimento a popolazioni, qual è l’unità minima di vita?

Il mio interesse si è sempre focalizzato proprio su questo, sul concetto di cellula minima. La domanda è: riesco a costruire un oggetto interamente chimico, costituito da una parete – perché senza una separazione non è possibile parlare di vita – e in cui ci sia una collezione di molecole organizzate tale da mantenere questo oggetto in uno stato di omeostasi [ovvero in grado di rimanere in equilibrio e mantenere costanti le condizioni interne, ndr]? In questo caso parliamo di autopoiesi, ossia di un sistema che si auto-mantiene costruendo i suoi componenti dall’interno anziché assemblando dei mattoni già precostituiti.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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