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Da Punto-Informatico.it :

Apple dovrà rispettare il Digital Markets Act (DMA) dal prossimo 7 marzo, nonostante il ricorso presentato a metà novembre per chiedere l’esclusione di App Store dall’elenco dei Core Platform Service (l’azienda afferma che gli store sono cinque). Secondo il Wall Street Journal, Apple applicherà nuove commissioni e restrizioni.

Fatta la legge, trovato l’inganno?

In base al Digital Markets Act, Apple dovrà consentire l’uso di metodi di pagamento alternativi, l’installazione di app store di terze parti e il sideloading delle app (come su Android). È certo che in Europa sarà disponibile un App Store con regole differenti, ma l’azienda di Cupertino vuole mantenere ancora uno stretto controllo sulla piattaforma.

Secondo le fonti del Wall Street Journal, Apple controllerà le app scaricate da altre fonti per verificare i requisiti relativi a sicurezza e privacy. Quasi certamente ci saranno problemi di “compatibilità” e successive contestazioni da parte degli sviluppatori. Inoltre, l’azienda californiana chiederà ugualmente il pagamento di commissioni.

Negli Stati Uniti è possibile utilizzare un metodo di pagamento alternativo, ma Apple trattiene il 27% da ogni acquisto in-app. La stessa scappatoia potrebbe essere applicata in Europa. Spotify, che ha criticato la nuova tassa, offrirà l’abbonamento Premium tramite app per iOS.

Apple non ha ancora comunicato come rispetterà il DMA. In caso di violazione sono previste sanzioni fino al 20% delle entrate annuali globali. La Commissione potrebbe anche imporre rimedi strutturali, ovvero la vendita di alcuni asset.



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