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Silent Friend racconta di quando sono gli alberi ad abbracciare gli uomini ed è uno dei film più straordinari dell’anno

di webmaster | Feb 27, 2026 | Tecnologia


Partendo da questo e dal fatto che le tre storie si svolgono nell’arco di un secolo, tutto comincia ad avere più senso. Ma anche all’interno delle singole trame e degli intrecci, spesso i personaggi, per studiare le piante, trovano modi strani per causare reazioni e stabilire un contatto. Nel momento più clamoroso, rivelatore, divertente e quasi commovente, un geranio apre un cancello quando vede arrivare il proprietario, e non è uno scherzo ma scienza. Silent Friend prova insomma a fare la cosa in assoluto più difficile a cui un film possa ambire: cambiare la maniera in cui il suo pubblico, da quel momento in poi, guarderà qualcosa. In questo caso le piante. E parzialmente ci riesce.

È ovvio che chi ha già un rapporto con le piante, desidera avere un rapporto con le piante o sogna un rapporto con le piante sarà facilmente conquistato. Ma Silent Friend è così ben fatto, pensato e messo in scena che può coinvolgere anche tutto il resto del mondo. La regista e sceneggiatrice Ildikó Enyedi è bravissima a raccontare la comunicazione, già il suo film d’esordio, Corpo e anima, era su questo (ma riguardava degli umani). Qui ha l’ambizione di filmare qualcosa che è immobile, non fa niente e non muta (le piante) trovando ogni volta modi diversi di farle recitare, cioè di usare gli strumenti del cinema, come luci, montaggio, musica e inquadrature, per attribuire loro se non un pensiero, almeno uno stato d’animo.

Silent Friend racconta di quando sono gli alberi ad abbracciare gli uomini ed è uno dei film più straordinari dell'anno

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Si può dire che sia solo un’illusione, che quelle piante non stanno facendo nulla, ed è il film che si adopera per caricare di un senso la loro presenza, illudendoci che comunichino. Ma non è forse la stessa cosa che il cinema fa quando mette in scena gli animali, i bambini o qualunque altro soggetto (incluso qualche attore) che non è consapevole di come il film usi la sua presenza?

Insomma Silent Friend è il tipo di film ideale: quello estremamente ambizioso e di grandissima tecnica, che si abbassa a raccontare storie molto semplici per parlare a tutti ma senza rinunciare a diversi livelli di senso più sofisticati per chi vuole addentrarcisi. Del resto l’idea stessa di rompere uno dei grandissimi cliché del cinema, cioè l’uso della natura come elemento indifferente alle peripezie umane, come sfondo drammatico, vastità minacciosa o contesto lussureggiante, per metterla invece al livello degli umani, trasformarla in soggetto invece che sfondo, vale lo sforzo.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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