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Solo tre donne su 10 nel mondo
ricoprono ruoli professionali nell’intelligenza artificiale. Un
settore che galoppa, con un fatturato globale che dovrebbe
sfondare i 400 miliardi di dollari entro il 2027, ma che
evidentemente non è ancora riuscito a superare il gender gap
anche nella programmazione, come dimostra il recente caso dei
deepfake sessuali di Grok. Lo rivela uno studio dell’Asian
Development Bank.
“Le donne rimangono significativamente sottorappresentate
nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale, dalla
progettazione alla leadership. Questa mancanza di diversità
influisce non solo sull’equità ma anche su qualità, sicurezza e
inclusività dei sistemi di IA”, osserva l’analisi. Andando nelo
specifico, nel mondo solo il 30% dei professionisti dell’IA sono
donne – il 4% in più rispetto al 2016 – e lo sono solo il 12%
dei ricercatori. In Asia e nel Pacifico le donne rappresentano
il 23,9% dei ricercatori di materie scientifiche Stem contro la
media globale del 29,3%. A livello settoriale, la rappresentanza
femmminile nelle posizioni senior è il 23% del totale, l’8% dei
tecnici senior. Le percentuali scendono ulteriormente nelle
posizioni di leadership.
FP


