I polpi sono creature intelligenti, ma profondamente diverse da noi sotto il profilo biologico e comportamentale. Hanno un’organizzazione anatomica unica, tentacoli prensili al posto degli arti, e un sistema riproduttivo peculiare: i maschi utilizzano infatti un tentacolo specializzato, l’ectocotile, per trasferire lo sperma nelle femmine. Uno studio pubblicato su Science dimostra ora che questo arto non è un semplice strumento meccanico, ma un sofisticato organo di senso capace di percepire gli ormoni ovarici, permettendo di completare l’atto riproduttivo anche in assenza di stimoli visivi.
Un pene ultraspecializzato
Fino a oggi, la biologia marina aveva descritto l’ectocotile principalmente come un condotto muscolare che presenta variazioni morfologiche sorprendenti tra le diverse specie di cefalopodi. In molti esemplari, questo terzo braccio destro presenta una modifica sulla punta — la ligula — che serve a depositare le spermatofore (pacchetti gelatinosi che contengono gli spermatozoi) nel mantello della femmina.
Tuttavia, in alcune specie come l’argonauta, la specializzazione raggiunge livelli estremi: il maschio è in grado di “sparare” l’intero arto, che una volta staccatosi dal corpo si pensa sia in grado di nuotare autonomamente verso la compagna per fecondarla. Restava però un interrogativo aperto: come fanno i polpi, spesso solitari e abitanti di anfratti bui, a garantire la precisione necessaria a questa operazione? La ricerca suggerisce che la risposta risieda in una sensibilità chemotattile finora ignorata.
Appuntamento al buio
Il team di ricerca, guidato dall’Università di Harvard, ha confermato come prima cosa la capacità dei polpi di accoppiarsi in completa assenza di indizi visivi, separando due esemplari della specie Octopus bimaculoides con una barriera scura che bloccava la luce, e lasciava spazio unicamente per il passaggio dell’ectocotile maschile. Anche in queste condizioni, i due polpi hanno comunque portato a termine l’accoppiamento.
A questo punto, i ricercatori hanno deciso di analizzare il tessuto dell’apparato riproduttivo femminile alla ricerca di indizi, scoprendo una grande quantità di precursori del progesterone. Utilizzando quindi un tubo cosparso di diverse sostanze chimiche, hanno messo alla prova l’istinto del polpo maschio, dimostrando che l’ectocotile veniva diretto in tutte le simulazioni, con sicurezza, verso l’area in cui era stato depositato del progesterone. Questo conferma che il tentacolo maschile “sente” la presenza della femmina e ne valuta la ricettività prima ancora che l’accoppiamento abbia inizio.
L’analisi molecolare
Per arrivare a queste conclusioni, il gruppo di lavoro ha confrontato l’espressione genica tra le braccia comuni e l’arto specializzato. Sebbene tutti i tentacoli del polpo siano dotati di una forma di “gusto attraverso il tatto”, l’ectocotile presenta una densità significativamente maggiore di recettori specifici per i segnali riproduttivi. Questa specializzazione permette al sistema nervoso periferico del polpo — che gode di una notevole autonomia rispetto al cervello centrale — di elaborare le informazioni ambientali in tempo reale. In sostanza, il braccio non esegue solo un comando motorio, ma prende decisioni basate sul profilo chimico del partner, ottimizzando le possibilità di successo della fecondazione in contesti ambientali complessi dove la vista non rappresenta un vantaggio affidabile.


