da Hardware Upgrade :

Chi abita in appartamento e vuole godere al meglio del proprio impianto audio generalmente ha un problema. I vicini. Giustamente, chi sta dall’altra parte del muro del nostro salotto (oppure al di sopra del nostro soffitto o al di sotto del nostro pavimento) potrebbe non voler sentire il vibrar dei timpani della nostra sinfonia preferita, il rumore dei motori di un F14 durante la visione di Top Gun oppure il battere della cassa se ci siamo dati alla musica da party.

Per queste ragioni personalmente sono sempre stato un po’ restio ad aggiungere al mio sistema audio casalingo un subwoofer, per non creare quelle vibrazioni che spesso pi facile che si trasmettano alla casa del vicino. Oltre alla ‘botta’ del cono d’aria che esce dal subwoofer, spesso quest’ultimo crea qualche risonanza con gli oggetti di casa o con il pavimento stesso, con il risultato di trasmettere vibrazioni oltre lo spazio della stanza in cui il sistema audio posizionato.

Sonos Sub Mini: il subwoofer molto ‘composto’

Sonos Sub Mini recensione

Mi ha stupito molto, invece, da questo punto di vista il nuovo Sonos Sub Mini, subwoofer che fa leva su un design sigillato a doppio driver contrapposto per garantire un’ottima riproduzione delle tonalit pi basse, senza per creare vibrazioni indesiderate. Il concetto lo stesso del fratello maggiore che, per, per dimensioni e costo non accessibile a tutti.

Sonos Sub Mini recensione

Abbandonando il design squadrato e optando per una forma cilindrica, i tecnici Sonos sono riusciti a rendere Sub Mini non solo pi piccolo, ma anche pi facile da posizionare all’interno di piccoli appartamenti. Nonostante le dimensioni pi contenute, anche il nuovo Sonos Sub Mini raggiunge i 25 Hz del fratello maggiore.

Sonos Sub Mini recensione

Sonos Ray con Sub Mini

Il nuovo Sub Mini viene indicato come perfetto compagno delle soundbar pi piccole, come Sonos Ray e Beam, ma non disdegna nemmeno il setup in accoppiata a Sonos Arc. Rispetto ad alcuni sistemi costituiti da soundbar e subwoofer wireless, Sub Mini non si limita ad aggiungere vibrazioni in basso, ma la sua presenza in grado di far rendere al meglio tutto il sistema.

In perfetto stile Sonos, l’aggiunta del nuovo elemento al sistema semplice e immediata: basta collegare alla presa elettrica Sub Mini, aprire l’app Sonos S2 e seguire le istruzioni per la connessione. Teoricamente il compito dell’utente potrebbe essere finito qui, in quanto il sistema Sonos gestisce il bilanciamento dei vari elementi in modo autonomo e automatico. Ad esempio zittisce da solo il subwoofer se si attiva la modalit notte per la visione di film a tarda sera.

Calibrazione Trueplay: sempre e solo per utenti Apple

Chi utente iOS, su iPhone o iPad, ha la possibilit di migliorare la resa complessiva dell’impianto tramite la calibrazione Trueplay, chi invece utente Android, come il sottoscritto, o ruba un iPhone a un parente o a un amico o accende un cero a San Sonos pregando che prima o poi trovi una soluzione per permettere a tutti di effettuare la calibrazione automatica. Contando che gli utenti Sonos probabilmente si sono affidati al marchio americano anche per le soluzioni da mobilit, come Move e Roam, che sono dotate di microfono, una soluzione potrebbe passare da essi.

Oltre alla calibrazione, dall’app poi possibile regolare il suono secondo il proprio gusto personale, agendo su alti e bassi e sul comando Loudness.

Sonos Sub Mini recensione con Ray

Abbiamo provato Sonos Sub sia in accoppiata con la piccola Sonos Ray, sia con la top di gamma Sonos Arc, rimanendo decisamente soddisfatti in entrambi i casi. Come gi detto, il sistema Sonos, nel momento in cui viene aggiunto il subwoofer, regola automaticamente il bilanciamento delle frequenze liberando le soundbar dal gravoso compito di riprodurre anche le frequenze pi basse e liberando potenza per i medi e gli alti.

Il risultato che entrambe le soundbar suonano molto meglio dopo l’aggiunta del subwoofer. Paradossalmente anche un sistema completo con sourround composto da una soundbar Sonos Arc e da due Sonos One guadagna molto dall’aggiunta del piccolo subwoofer. La potenza di Sub Mini, rispetto a Sonos Sub (Gen 3), ampiamente sufficiente per accompagnare anche Sonos Arc fino a volumi ‘da condominio’ mentre per stanze molto grandi e volumi sostenuti probabilmente la scelta migliore resta il subwoofer di dimensioni maggiori.

Il prezzo pi piccolo, ma non ‘Mini’

Sonos Sub Mini recensione

Come sempre la pecca in casa Sonos resta il prezzo di acquisto, fissato in 499 euro al pubblico. Si tratta dello stesso prezzo della soundbar Beam (Gen 2) e di ben 200 euro in pi rispetto Ray. Molto probabilmente chi ha speso 299 euro per Sonos Ray difficilmente ne spender 499 per aggiungere il subwoofer. La spesa potrebbe essere un po’ tirata anche per chi ha speso la stessa cifra per Beam.

Sub Mini diventa invece un’opzione molto interessante per gli utenti Sonos Arc che utilizzano la soundbar in appartamento o in locali non troppo grandi: costa meno rispetto a Sonos Sub e fino a volumi anche abbastanza consistenti fa sentire il suo apporto in modo molto positivo. In ogni caso sul sito Sonos sono disponibili dei bundle: ad esempio Ray+Mini e Beam+Mini sono proposti in accoppiata con uno sconto di 40 e 50 euro, rispettivamente.

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