La questione del fit
Wired
Qui arriva però il primo nodo da sciogliere. Nonostante i quattro gommini di diverse misure inclusi in confezione, non è facile trovare la configurazione che garantisce una buona aderenza al condotto uditivo. L’auricolare è piuttosto pesante e ingombrante: se non viene ruotato e infilato adeguatamente nell’orecchio, il rischio di caduta è abbastanza alto. Chi è abituato ad auricolari più leggeri o con un baricentro diverso fa un po’ fatica ad adattarsi e dopo qualche decina di minuti sente la necessità di aggiustarseli o di toglierli un momento per tirare il fiato. Non un problema insormontabile, ma che richiede un periodo di adattamento non trascurabile.
Qualità audio da top di gamma
L’ascolto è di altissima qualità grazie al supporto di nuovi driver e di codec ad alta fedeltà come l’LDAC, mentre la tecnologia di upscaling DSEE Extreme migliora la qualità dei brani un po’ come avviene con le immagini sulle tv di ultima generazione. A bordo c’è anche il suono tridimensionale: la soluzione proposta da Sony si chiama 360 Reality Audio, con capacità di rilevare i movimenti del capo e adattare l’audio di conseguenza. Suoni cristallini, bassi potenti, ascolto piacevole anche in presenza di rumori esterni: quando il fit è quello giusto, il risultato è davvero di livello.
La cancellazione del rumore: ottima, non infallibile
Il nuovo processore QN3e triplica la velocità rispetto al precedente e sfrutta 4 microfoni per lato. In condizioni normali la cancellazione del rumore è eccellente, ma il problema del fit si fa sentire anche qui: abbiamo testato gli XM6 in aereo e, a causa di un non perfetto posizionamento, non ci sono sembrati completamente ermetici ai disturbi esterni. La qualità dell’isolamento dipende molto da quanto bene l’auricolare si posiziona nel tuo orecchio, e non è detto che tutti ci riescano subito.
Completano il quadro un equalizzatore a 10 bande con preset preimpostati e funzioni come Musica di sottofondo (brano riprodotto in modo soft per favorire la concentrazione) o Scena (attiva le canzoni sul percorso di un tragitto preimpostato, via geolocalizzazione). Le chiamate, nonostante gli 8 microfoni totali e la conduzione ossea, non brillano; in ambienti rumorosi la voce risulta eccessivamente “processata” e artificiale.
L’app: potente ma da domare
Le funzioni sono tante e vanno gestite dall’app Sound Connect di Sony. Non tutto è perfettamente intuitivo da settare e localizzare, ma una volta che si prende la mano si possono davvero fare molte cose: configurare i pulsanti, il tocco laterale, le equalizzazioni predefinite e altro ancora. È un’app pensata per chi vuole controllo totale, non per chi cerca plug-and-play immediato.



