Sorveglianza, una nuova tecnica può trasformare qualsiasi oggetto lucido in una microspia



Da Wired.it :

I ricercatori del Ben Gurion hanno ribattezzato la loro tecnica Little seal bug, in omaggio a un famigerato episodio di spionaggio della Guerra fredda noto come Great seal bug: nel 1945, l’Unione sovietica donò all’ambasciata americana di Mosca un’insegna di legno con lo stemma degli Stati Uniti, che anni dopo si è scoperto contenere una cimice spia rfid, non rilevabile dalle strumentazioni dell’epoca. 

Il team di Nassi non è il primo a suggerire che lo spionaggio ottico a lungo raggio potesse essere in grado di rilevare le conversazioni. Nel 2014, un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit), insieme a Adobe e Microsoft, sviluppò un cosiddetto Visual mircrophone, mostrando che era possibile analizzare un video delle foglie di una pianta d’appartamento o un sacchetto vuoto di patatine in una stanza per rilevare le vibrazioni e ricostruire il suono al suo interno. Nassi, però, sostiene che il lavoro dei suoi ricercatori sia in grado captare suoni di volume inferiore e richieda molta meno elaborazione rispetto all’analisi dei video utilizzata dal team di Visual microphone. Il team del Ben Gurion ha scoperto che l’uso di un fotodiodo era più efficace e più efficiente rispetto a una telecamera, consentendo un ascolto a lungo raggio più facile grazie a una serie di nuovi oggetti e garantendo risultati in tempo reale.

Il potenziale per le attività di spionaggio

Questo è sicuramente un passo avanti verso qualcosa di più utile ai fini dello spionaggio“, spiega Abe Davis, uno degli ex ricercatori del Mit che aveva sviluppato Visual microphone e che ora lavora alla Cornell University. Davis racconta di aver sempre sospettato che l’utilizzo di un diverso tipo di telecamera, costruita appositamente per questo tipo di intercettazioni ottiche, avrebbe fatto progredire la tecnica: “È come se noi avessimo inventato il fucile da caccia, mentre questo lavoro sembra dire, ‘Lo abbiamo migliorato, ecco a voi diamo un fucile di precisione‘”, dice.

Non è ancora chiaro quanto si rivelerà pratico il nuovo metodo in un ambiente reale, dice Thomas Ristenpart, un altro informatico della Cornell che studia da tempo le tecniche di attacco a canale laterale come il Little seal bug. Ristenpart evidenzia come i settantacinque decibel delle parole rilevate dai ricercatori israeliani nei loro test rappresentino comunque un volume relativamente alto, e che il rumore di fondo di un condizionatore d’aria, musica o altri altoparlanti presenti nella stanza potrebbero interferire con la tecnica. “Ma come studio di fattibilità, rimane interessante“, aggiunge.

Nassi sostiene tuttavia che la tecnica abbia dimostrato di funzionare abbastanza bene e che probabilmente un’agenzia di intelligence con un budget di milioni di dollari, invece che le poche migliaia spese dal suo team, sarebbe in grado di affinare il metodo di spionaggio facendolo diventare uno strumento più pratico e potente. In realtà, dice, è possibile che sia già stato fatto: “È una tecnica che avrebbe potuto essere sfruttata molti anni fa , e probabilmente è già impiegata da molti anni – spiega Nassi -.Le cose che stiamo rivelando al pubblico probabilmente vengono già usate dalle agenzie clandestine da molto tempo“.

Tutto ciò significa che chiunque abbia dei segreti da nascondere farebbe bene a controllare la propria scrivania alla ricerca di oggetti luccicanti che potrebbero fungere involontariamente da cimici. E abbassare le tende delle finestre, anche se magari non le veneziane.

Questo articolo è comparso originariamente su Wired Us.



[Fonte Wired.it]