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Space economy europea: l’Esa raccoglie più di 22 miliardi, ma l’industria non sembra guadagnarci. Come leggere i dati di un bilancio a dir poco complesso

di webmaster | Mar 7, 2026 | Tecnologia


Per un paese che ambisce a presidiare anche i nuovi mercati extra-atmosferici del ā€œnew spaceā€ (tra cui lo space mining, citato in modo esplicito nel Libro Bianco), un consolidamento industriale centrato perlopiù sulla domanda della difesa rischia di stabilizzare una struttura produttiva meno orientata a logiche di sperimentazione rapida, sviluppo iterativo e assunzione del rischio tecnologico. In un’industria spaziale costituita per oltre l’80% da pmi, resta inoltre aperta una questione cruciale: facilitare l’integrazione nelle filiere della difesa ĆØ sufficiente a risolvere i problemi di accesso al capitale di rischio e di sfruttamento delle innovazioni proprietarie? Si tratta di questioni in buona parte dipendenti dalle difficoltĆ  delle pmi nell’accesso diretto al mercato tramite appalti pubblici. Ed ĆØ l’appalto pubblico a definire l’architettura del mercato.

La massa critica di Bromo versus Starlink

Nel mentre, il tentativo più ambizioso per fronteggiare la crisi di competitivitĆ  dell’upstream europeo ha un nome che evoca un vulcano indonesiano: Project Bromo. Il 23 ottobre del 2025, Leonardo, Airbus e Thales hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) per costituire una joint venture nel settore satellitare, con una valutazione stimata intorno agli 11,6 miliardi di dollari. Airbus deterrĆ  il 35% della nuova entitĆ , Leonardo e Thales il 32,5% ciascuno. La societĆ , che avrĆ  sede a Tolosa, punta alla piena operativitĆ  entro il 2027, previo via libera dell’antitrust.

Nel perimetro confluiranno le attivitĆ  satellitari di Airbus Defence and Space, la divisione Spazio di Leonardo con le sue quote in Telespazio e Thales Alenia Space, e le partecipazioni di Thales nelle stesse joint venture. Risultato atteso: fatturato pro forma di circa 6,5 miliardi di euro, 25mila dipendenti in Europa e un portafoglio ordini superiore a tre anni di ricavi.

Il confronto con Starlink ĆØ inevitabile, ma per alcuni aspetti fuorviante. Bromo ĆØ un’integrazione orizzontale: può generare massa critica, ridurre duplicazioni, rafforzare il potere contrattuale. Ma non cambia necessariamente il modello di business, nĆ© garantisce la compressione dei costi, il vero vantaggio dell’azienda di Elon Musk (che potrebbe peraltro consolidarsi dopo l’acquisizione di xAi da parte di SpaceX e l’eventuale accelerazione dei progressi di Starship). Del Monte ĆØ diretto: ā€œl’Europa deve evitare che tra due o tre anni qualcuno dica ā€˜ĆØ troppo tardi, compriamo tutto da luiā€™ā€.

L’esiguitĆ  dei margini dell’upstream manifatturiero europeo ĆØ un dato reale. Ma l’industria spaziale va misurata anche come sistema, non come singolo nodo. Quando Istat e Asi certificano che la produttivitĆ  del lavoro delle imprese spaziali supera del 65% la media nazionale, e lo Space Economy Evolution Lab di Sda Bocconi registra nel 2024 un EBITDA al 10,7% su un ecosistema in crescita a due cifre, non ĆØ più questione di narrazioni contrastanti: ĆØ la storia di un valore diffuso, capace di andare oltre il bilancio dei grandi prime.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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