SpaceX ha lanciato la sonda Korea Pathfinder Lunar Orbiter verso la Luna con un Falcon 9

da Hardware Upgrade :

La settimana che si è appena conclusa ha visto diversi lanci di razzi spaziali (compresa una missione sub-orbitale con equipaggio grazie a Blue Origin e uno spazioplano sperimentale cinese). Una delle missioni che però raggiungerà la distanza più grande è quella della sonda sud-coreana Korea Pathfinder Lunar Orbiter o KPLO che è diretta verso la Luna grazie a un razzo Falcon 9 di SpaceX.

La società di Elon Musk ha fornito il razzo (già utilizzato in passato) per permettere anche alla nazione asiatica di iniziare lo studio del nostro satellite naturale grazie a un orbiter. Si tratta inoltre di una sonda che potrà fornire informazioni utili per le future missioni Artemis volute dal consorzio di agenzie internazionale guidato dalla NASA (il cui primo lancio dovrebbe avvenire per la fine di questo mese con Artemis I).

SpaceX lancia la sonda Korea Pathfinder Lunar Orbiter verso la Luna

Il razzo spaziale con la sonda è partito alla 1:08 del 5 agosto (ora italiana) dal Launch Complex 40 di Cape Canaveral in Florida. Si tratta del primo orbiter lunare della Corea del Sud e quindi un grande risultato per la nazione e dimostra ancora una volta come sempre più paesi siano interessati allo Spazio e in particolare alla Luna.

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Come ormai abitudine, il primo stadio di questo Falcon 9 di SpaceX era già stato impiegato per altre missioni in passato: Arabsat-6A, STP-2, COSMO-SkyMed FM2 e per due missioni Starlink. Anche questa volta il primo stadio è atterrato su una droneship (Just Read the Instructions, JRTI) circa nove minuti dopo il decollo e sarà utilizzato per futuri lanci. Questo è stato possibile anche grazie alla massa relativamente contenuta di KPLO, pari a 678 kg.

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L’orbiter sud-coreano potrà utilizzare sei strumenti integrati al suo interno: per esempio una fotocamera ad alta sensibilità chiamata ShadowCam (fornita dalla NASA) che scruterà i crateri lunari permanentemente in ombra ai poli per cercare ghiaccio. Non manca poi uno spettrometro (KGRS) per raggi gamma per rilevare lampi gamma provenienti dallo Spazio. KMAG è invece un magnetometro che rileverà i campi magnetici tra Terra e Luna. LUTI è una fotocamera pensata per scattare fotografie ad alta risoluzione della superficie lunare mentre PolCam studierà le proprietà polarimetriche della superficie lunare. C’è poi un sistema di comunicazione satellitare (Disruption Tolerant Network Experiment Payload) per dimostrare le potenzialità di nuove tipologie di connessione nello Spazio profondo.

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Il secondo stadio del razzo spaziale di SpaceX ha continuato a spingere l’orbiter per sfruttare un’orbita chiamata ballistic lunar transfer orbit che consente di avere un consumo di propellente inferiore ma allungando il tempo necessario per raggiungere la Luna. Si tratta di un’orbita che è stata anche impiegata per CAPSTONE della NASA (che però ha sfruttato un razzo Electron di Rocket Lab).

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Attualmente il Korea Pathfinder Lunar Orbiter è diretto verso il punto di Lagrange L1 a circa 1,5 milioni di km dalla Terra per poi tornare, grazie alle forze gravitazionali, verso il satellite naturale del nostro Pianeta. L’orbita lunare dovrebbe essere raggiunta intorno al 16 dicembre e per il 31 dicembre dovrebbe avere un’orbita circolare a circa 100 km dalla superficie. Il viaggio viene seguito grazie al Deep Space Network della NASA (e a un sistema di antenne sud-coreano). Lo scopo ultimo è quello di raccogliere ancora più dati sulla Luna ma anche programmare l’atterraggio di un lander sud-coreano negli anni ’30.

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