L’ipotesi che SpaceX, la società aerospaziale di Elon Musk, possa approdare a Wall Street nel giro di pochi giorni sembra diventare sempre più realistica. Dopo che Musk ha annunciato, quasi due mesi fa, che SpaceX avrebbe acquisito xAI, la startup di intelligenza artificiale fondata sempre dal miliardario statunitense, diversi analisti hanno ritenuto che si trattasse di una premessa a una riorganizzazione in vista di una possibile quotazione. Infatti, secondo quanto riportato da Bloomberg e Reuters, il colosso aerospaziale di Elon Musk avrebbe presentato in forma riservata il filing per la sua IPO a Wall Street. Fonti vicine alla vicenda indicano che la quotazione potrebbe arrivare entro giugno. Inoltre, secondo le indiscrezioni di The Information, SpaceX punterebbe a raccogliere circa 75 miliardi di dollari, una cifra che potrebbe annichilire il record fissato da Saudi Aramco, la compagnia petrolifera statale saudita, con circa 25,6 miliardi di dollari raccolti nel 2019.
Non è la prima volta che se ne parla
Non è la prima volta che emergono indiscrezioni di questo tipo, considerando che già a fine anno si parlava di un possibile grande salto per SpaceX e della pianificazione di una quotazione in Borsa, dopo anni di resistenze. Il motivo che potrebbe portare SpaceX in Borsa è l’interesse di Elon Musk per l’AI: alcuni analisti sostengono che Musk voglia integrare SpaceX nella sua strategia sull’intelligenza artificiale e accelerare tecnologie che potrebbero avere un grande impatto futuro. Un’IPO (initial public offering, offerta pubblica iniziale) potrebbe permettere di finanziare lanci spaziali, satelliti avanzati e progetti ulteriori, rafforzando la sua posizione nel settore.
Perché proprio ora?
In un post sul blog aziendale di SpaceX, l’imprenditore ha spiegato che “Nel lungo periodo, l’AI basata nello spazio è ovviamente l’unico modo per espandersi”. Abhi Tripathi, ex dipendente di SpaceX, ha affermato che quando Musk ha intuito che i satelliti di Starlink potevano diventare una rete di data center distribuiti, era “solo questione di tempo”. “È in quel momento che un’IPO è diventata all’improvviso una possibilità dopo essere stata un’opzione improbabile per così tanto tempo. Se avete seguito le tattiche di Elon, sapete che quando decide di fare qualcosa ci si dedica completamente. Gran parte della corsa all’AI si gioca sulla capacità di accumulare e impiegare risorse che lavorano più velocemente della concorrenza. Un tesoretto ottenuto attraverso un’IPO darebbe un impulso enorme alla sua strategia e complicherebbe la vita a tutti gli altri“, ha raccontato Abhi Tripathi ad Ars Technica.


