Dopo dieci anni di gratuità il servizio Spid di PosteId diventa a pagamento.Il panorama dell’identità digitale in Italia sta attraversando una fase di trasformazione significativa. Dopo anni di gratuità, diversi provider per lo Spid hanno introdotto costi annuali per l’utilizzo del servizio. Questa evoluzione è stata determinata da una combinazione di fattori economici e strutturali, tra cui la scadenza delle convenzioni con lo stato e la necessità di sostenere finanziariamente il sistema. La notizia più significativa riguarda il servizio di PosteId, provider più diffuso in Italia.
Poste Italiane ha infatti deciso di introdurre un canone annuale di 6 euro. Il primo anno di attivazione resterà gratuito per i nuovi utenti, e il pagamento non sarà immediato per chi possiede già un’identità digitale attiva, ma alla sua scadenza naturale e con un ulteriore periodo di tolleranza.
La misura riguarda il provider Spid più utilizzato in Italia e coinvolge una platea potenzialmente molto ampia, anche se sono previste diverse esenzioni. Secondo Poste Italiane, l’introduzione del canone è necessaria per garantire qualità, sicurezza e continuità del servizio che oggi conta oltre 24 milioni di utenti attivi.
Perché lo Spid sta diventando a pagamento?
Lo Spid diventa a pagamento principalmente per ragioni legate alla sostenibilità economica dei provider. Fino a pochi anni fa, i costi di gestione del servizio erano coperti dalle convenzioni con lo stato, che permetteva ai fornitori di offrire gratuitamente l’identità digitale agli utenti. Con la scadenza di queste convenzioni e la fine dei contributi pubblici, le aziende hanno dovuto trovare un modello di finanziamento autonomo per mantenere attivo il sistema. Gestire lo Spid comporta costi significativi legati alla sicurezza, alla manutenzione delle infrastrutture digitali e al supporto tecnico per milioni di utenti. L’introduzione di un canone annuale consente quindi ai provider di garantire la continuità del servizio, aggiornare le piattaforme e rispettare gli standard di sicurezza richiesti dalla pubblica amministrazione.
Quando si paga e come funziona il rinnovo
Attraverso il servizio PosteId, Poste italiane gestisce oltre il 70% delle identità digitali attive in Italia. Fino a oggi, l’attivazione e il mantenimento dello Spid sono stati gratuiti, ora però le cose cambieranno.
Il pagamento non scatta in modo automatico né a partire da una data unica per tutti. Lo Spid ha una validità annuale e resta quindi gratuito fino alla sua naturale scadenza. Una volta terminato l’anno all’utente arriverà una comunicazione. Da quel momento l’utente disporrà di altri trenta giorni durante i quali il servizio continuerà a funzionare senza costi. Solo dopo questi periodo sarà necessario effettuare il pagamento dei 6 euro per poter continuare a utilizzare lo Spid, altrimenti il servizio verrà bloccato e riattivato dopo il pagamento.
Chi è esente dal pagamento
Poste Italiane ha chiarito che una parte significativa degli utenti continuerà a utilizzare lo Spid di PosteId senza costi. Sono infatti esenti dal pagamento i cittadini con almeno 75 anni, i residenti all’estero, i minorenni e coloro che utilizzano lo Spid per finalità professionali. Le esenzioni, sottolinea l’azienda, riducono in modo consistente la platea degli utenti coinvolti dal nuovo canone.
Le ragioni della scelta secondo Poste Italiane
Secondo quanto spiegato dall’ufficio stampa di Poste Italiane, la decisione è puramente tecnica e operativa. Dopo dieci anni di servizio gratuito, spiegano, non sono in grado di sostenere integralmente i costi di gestione di gestione del provider di identità digitale mantenendo standard elevati di efficienza, qualità e sicurezza. “Il canone di 6 euro, inoltre, è uno dei più economici sul mercato”, sottolineano.
Le altre piattaforme che hanno introdotto il canone annuale
Con la scadenza delle convenzioni con lo stato nel 2022 e la successiva proroga fino al 2023, si temeva che al servizio PosteId, utilizzato da oltre 20 milioni di utenti, venisse introdotto un canone annuo di circa 5 euro. Ora, però, Poste italiane ha smentito. Altre piattaforme, invece, da qualche mese hanno introdotto il servizio a pagamento.


