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Spid resta ancora tra noi. Ma ora viene la prova di maturità

by | Ott 7, 2025 | Tecnologia


Altro giro di giostra per Spid, il sistema pubblico di identità digitale. Due anni sicuri, già controfirmati nella convenzione tra il governo e le aziende che erogano il servizio, riunite in Assocertificatori, più l’opzione di accenderne ancora tre. Di anno in anno, a scaglioni. Il de profundis di Spid verrà cantato in altre messe. D’altronde era difficile staccare la spina a un servizio che conta 41 milioni di identità attivate, 1,2 miliardi di autenticazioni nel 2024 e 630 milioni di accessi nei primi sei mesi del 2025.

Anche se il governo resta un convinto sponsor della carta di identità elettronica (Cie), un documento emesso dal ministero dell’Interno e prodotto dal Poligrafico e Zecca dello Stato, Spid, che invece è un servizio in mano ai privati, aiuta a consolidare i traguardi sull’identità digitale promessi alla Commissione europea nell’ambito del Piano di ripresa e resilienza.

Il nodo pagamenti

Con la firma della convenzione arriveranno anche i tanto attesi 40 milioni di euro di fondi pubblici che i gestori di Spid – Aruba, Infocert, Namirial, Poste, Intesi, Infocamere, Sielte, Eht, TeamSystem, Register, Telecom Italia Trust technology – reclamavano per il servizio. Soldi promessi nella primavera del 2023 per assicurare continuità alla convenzioni di Spid scadute nel 2022 ma sbloccati solo dopo due anni a causa di un rimpallo di carte tra il ministero dell’Economia e delle finanze (Mef) e il dicastero per gli Affari europei, che gestisce i fondi del Pnrr

Le nuove convenzioni riconoscono ai gestori di Spid la possibilità di far pagare il servizio. Aruba, Infocert, Register applicano un canone annuo e così vuol fare anche Poste. In verità anche il precedente accordo non vietava di applicare una tariffa all’erogazione dell’identità digitale, ma a lungo i fondi pubblici hanno sopperito al ristoro dei servizi connessi dei gestori (come i call center dei clienti e la manutenzione delle infrastrutture). Ora le aziende dovranno andare sul mercato e giustificare la spesa.

La prova di maturità

Per Spid è una prova di maturità. In un momento in cui il settore delle identità digitali si appresta a essere sempre più affollato, tra applicazioni nazionali ed europee, il sistema che per primo ha abbattuto in maniera massiccia il muro del riconoscimento di identità “fisico” dovrà dimostrare di sapere interpretare una parte da protagonista.

A rubargli la scena c’è Cie, sempre più smaterializzata per svincolarne l’uso dal possesso dei lettori di smart card. Ed entro il 2026 sia l’Italia sia la Commissione europea vogliono lanciare i rispettivi wallet dell’identità digitale. Che attenzione!, non sono sostituti di Spid, ma contenitori di altri documenti. Oggi Spid è uno dei sistemi per accedere all’app Io dei servizi pubblici, destinata ad accogliere il wallet nazionale. Ma altre soluzioni in arrivo sul mercato potrebbero contendere il primato. Per questo i gestori camminano su un sentiero stretto. Far pagare una tariffa dopo anni di gratuità, per tenere in piedi la baracca, e immaginare servizi di valore che giustifichino il pagamento.

La seconda prova di maturità riguarda la sicurezza. Le truffe che sfruttano Spid, come il recente caso dei profili clonati ai neo-diciottenni per intascarsi il bonus cultura (un sussidio da 500 euro per acquisti di libri, abbonamenti teatrali e altri prodotti culturali), rischiano di minare la fiducia nel servizio. La nuova convenzione prevede “un tavolo di lavoro permanente, dedicato all’individuazione di misure di miglioramento continuo” e l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) e il Dipartimento per la trasformazione digitale di Palazzo Chigi renderanno disponibili strumenti “per consentire ai cittadini di verificare in modo semplice e sicuro gli Spid attivi associati al proprio codice fiscale. Oggi le modalità di controllo sono piuttosto articolate.

Insomma, per Spid non è ancora il momento di scendere da cavallo. Ma per continuare a macinare chilometri, occorre cambiare passo.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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