Il gruppo di hacktivisti Anna’s Archive ha scaricato e messo a disposizione tramite Torrent la quasi totalità del catalogo musicale di Spotify. Le cifre del mastodontico archivio sono emblematiche visto che si parla di 86 milioni di brani, 256 milioni di metadati per un totale di 300 TB di file che vale il 99,6% di tutte le canzoni ascoltate tramite il popolarissimo portale di contenuti audio in streaming. Dal canto proprio, Spotify ha già confermato il colossale furto digitale, mentre il celebre gruppo di attivisti pirata ha rivendicato il tutto sui propri canali.
Il colossale backup pirata di Spotify
Nei primordi del web esistevano servizi per scaricare interi siti, qualcosa che oggigiorno sembra fantascienza dato che molti portali contano su miliardi di contenuti costruiti in decenni di upload da parte degli stessi utenti. Eppure, il gruppo di pirati attivisti Anna’s Archive è riuscito nell’impresa di scaricare pressoché l’intero catalogo musicale di Spotify, confermando il furto denunciato dal portale in streaming lo scorso lunedì. Gli hacktivisti hanno già pubblicato i metadati del 99,6% della piattaforma, come annunciato su un post sul blog del proprio motore di ricerca open source che mette a disposizione non soltanto canzoni, ma anche svariati altri contenuti multimediali e ebook.
La diffusione tramite Torrent
I file audio al centro del nuovo blitz riguardano la musica pubblicata su Spotify tra il 2007 e il 2025 e vengono descritti come il primo “archivio di conservazione musicale al mondo completamente aperto”. Il gruppo invita chiunque a duplicare l’archivio o a diffonderlo grazie a una distribuzione pubblica tramite il protocollo P2P Torrent, con tanto di organizzazione per popolarità dei brani carpiti dalla piattaforma. Non solo, le canzoni più ascoltate sono messe a disposizione nel formato originale a 160 kbps, mentre quelle con meno clic sono a qualità più bassa. Spotify ha già mosso i propri legali e ha commentato a Android Authority di aver “identificato e disattivato gli account utente illeciti che hanno effettuato operazioni di scraping illegale. Abbiamo implementato nuove misure di sicurezza per questo tipo di attacchi anti-copyright e stiamo monitorando attivamente eventuali comportamenti sospetti”.


