Da Wired.it :

Mentre i fan di tutto il mondo rimangono in trepidante attesa di vedere o almeno di avere qualche notizia sulla seconda stagione di Squid Game, l’acclamata serie coreana tornerà presto in un’altra forma, ovvero quella di un reality show ispirato agli stessi meccanismi della trama. Ammesso che qualcuno dei concorrenti sopravviva. Esagerazioni a parte, è notizia di queste ultime ore, infatti, che lo scorso lunedì sul set di Squid Game: The Challenge – questo il nome del nuovo programma targato Netflix – è dovuta intervenire una squadra medica. Almeno cinque concorrenti sono stati infatti assistiti dai soccorsi, uno per via di un problema alla spalla dopo aver accidentalmente colpito un muro e altri per problemi minori. 

Pare che comunque una delle prove dello show, Red Light Green Light, ispirata proprio a una delle scene più famose della serie (quella della gigante bambola assassina che prende Un, due, tre stella un po’ troppo sul serio) si sia svolta in un enorme hangar per aeroplani il quale, pur essendo al chiuso, ha immerso i partecipanti nelle temperature proibitive dell’inverno britannico. Le riprese stanno avvenendo proprio nel Regno Unito in queste settimane. In ogni caso la produzione di Squid Game: The Challenge smentisce categoricamente che ci siano stati problemi medici gravi sul set e nessuno dei concorrenti è stato trasferito altrove per esigenze sanitarie, quindi si deve essere trattato di casi di entità minima.

Il reality show si ispira in tutto e per tutto alla creazione di Hwang Dong-hyuk e può vantare il più grande casting nella storia dei programmi di questo tipo: i concorrenti sono infatti 456, esattamente come nella serie Netflix, e allo stesso modo devono competere in gare ad eliminazione progressiva per eleggere poi il campione o la campionessa finale che si porterà a casa 4,56 milioni di dollari. L’unica differenza è che nella serie i concorrenti che fallivano le prove venivano eliminati fisicamente, qui potranno tornare a casa liberamente. Il tabloid The Sun ha intervistato alcune persone sul posto e parla di “zona di guerra”, con persone “in lacrime e tremanti”, ma anche qui la produzione assicura che si prende cura dei partecipanti, i quali erano stati avvertiti delle condizioni particolari in cui si sarebbero svolte le riprese, ulteriormente esasperate però dal gelo eccezionale che ha colpito il Regno Unito in questi giorni. La realtà, insomma, in questo caso supera (solo in parte, speriamo) la realtà.



[Fonte Wired.it]