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da Hardware Upgrade :

Che HP non ami l’uso di cartucce non originali sulle proprie stampanti è un dato di fatto, i tentativi di bloccarle sono innumerevoli, segnalati anche lo scorso anno. In passato, HP è finita al centro di class action e procedimenti che l’hanno portata, anche in Italia e in Europa, a pagare multe milionarie e risarcimenti.

Ma se davanti a una scelta di business, per quanto odiosa per il consumatore finale che desidera risparmiare, se ne può prenderne atto e magari fare un acquisto diverso in futuro, la nuova trovata di HP per giustificarsi sembra da ultima spiaggia: le cartucce di terze parti potrebbero contenere virus in grado di infettare i PC. 

“Abbiamo visto che è possibile integrare virus nelle cartucce. Attraverso la cartuccia, il virus può raggiungere la stampante e, dalla stampante, arrivare fino alla rete“, ha affermato il CEO della società, Enrique Lores, intervistato dalla CNBC.

A sostenere le affermazioni di Lores vi sarebbe una ricerca del 2022, viziata però da un fatto: è stata finanziata dalla stessa HP. Lo studio sottolinea che le cartucce di HP usano un chip per comunicare con la stampante che si è dimostrato a prova di malintenzionato. Le cartucce di terzi parti, invece, adottano chip riprogrammabili che potrebbero contenere software dannoso.

Va detto che il CEO non ha detto qualcosa di falso: c’è la possibilità che una cartuccia possa essere veicolo di malware (d’altronde tutto si può “bucare”), alcuni esperti di sicurezza intervistati da Ars Technica l’hanno confermato, ma si tratta di un’eventualità remota e come tale non può essere la motivazione principale di tale scelta. Le cartucce originali di HP sono dotate di un chip compatibile con la tecnologia Dynamic Security: se la stampante non rileva il chip, e quindi la cartuccia non è originale, non procede con la stampa.

Lores, inoltre, ha aggiunto che una cartuccia d’inchiostro non HP può creare “qualsiasi tipo di problema”, asserendo che le stampanti potrebbero smettere di funzionare se viene usato un inchiostro non progettato per funzionare con le stampanti di HP.

Per HP ogni acquirente di una sua stampante è un potenziale fruitore dei propri servizi collegati alla stampa, e quindi un investimento da proteggere e far rendere a tutti i costi. HP, infatti, perde soldi dalla vendita di ogni singola stampante, quindi deve compensare con cartucce e servizi collegati.

“Questo è qualcosa che abbiamo annunciato alcuni anni fa: il nostro obiettivo era ridurre il numero di quelli che definiamo clienti non redditizi. Perché ogni volta che un cliente acquista una stampante, per noi è un investimento. Stiamo investendo [in] quel cliente e se questo cliente non stampa abbastanza o non utilizza i nostri materiali di consumo, è un cattivo investimento”.

Il CEO immagina un mondo in cui tutti i possessori di una stampante HP si iscrivono a un programma ad abbonamento che offre inchiostro e altri servizi relativi al dispositivo. “Il nostro obiettivo a lungo termine è rendere la stampa un abbonamento. Questo è ciò verso cui stiamo andando”, ha detto Lores.

HP ha un programma ad abbonamento chiamato Instant Ink (in forte crescita secondo la società) che parte – per le cartucce a getto d’inchiostro – da 1,49€ per chi stampa fino a 10 pagine al mese e che arriva fino a 27,99€ che copre fino a 700 pagine al mese. Ci sono piani anche per chi necessita di toner.

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