Startup, 4 a cui chiedere aiuto se non vuoi far fallire la tua



Da Wired.it :

Formazione degli imprenditori, coaching, aiuto nella fase di incubazione e di sviluppo delle idee: ecco come alcune imprese innovative sostengono la crescita di altre

Gli incubatori aiutano le startup a crescere (Getty Images)
HGli incubatori aiutano le startup a crescere (Getty Images)

Fare startup significa fallire. Quasi sempre. Secondo lo studio di consulenza specializzato Up2lab, infatti, il 90% delle startup fallisce nell’arco dei primi tre anni di vita. Spesso perché il prodotto o il servizio non rispondono alla domanda del mercato.

Se poi parliamo del sogno di ogni vero startupper, cioè fondare un unicorno, una startup che cresce fino a diventare in pochi anni un’azienda dal valore stimato di almeno un miliardo di dollari, qui il club diventa ancora più esclusivo. Solo l’1% delle startup può sperare di arrivare a questo traguardo. Secondo una classifica di Cbinsights, per esempio, oggi esistono poco più di 800 unicorni in tutto il mondo, con al primo posto per valore la cinese Bytedance (TikTok), seguita dalle americane Stripe e SpaceX. L’Italia in questa classifica non c’è.

Proprio perché le startup sono un business ad alto rischio, in questi anni sono nate diverse realtà, che lavorano per abbassare il tasso di mortalità delle startup stesse. Aiutandole soprattutto nei primi anni di vita, quelli a maggior rischio. In Italia ce ne sono quattro: Grownnectia, Startup Geeks, Startup Pack e Startup Checklist.

Grownnectia

Grownnectia è stata fondata dall’imprenditore seriale Massimo Ciaglia e negli ultimi due anni e mezzo ha seguito più di 450 startup, di cui 150 incubate. In alcuni casi l’azienda investe anche direttamente nel capitale di altre startup ad alto potenziale. Grownnectia si basa sia su un metodo di accelerazione brevettato, chiamato Pay4growth, sia su una rete di incubatori, con sedi a Roma, Milano, Verona e Bergamo. Ad affiancare Ciaglia c’è un team di coach e mentor d’esperienza, tra cui Luca Barboni, esperto di growth hacking, Gaetano Romeo per il seo e l’inbound marketing e Michele Franzese per gli eventi e il crowdfunding. A livello economico, fanno sapere da Grownnectia, il 2021 è stato finora un anno positivo, con un fatturato a fine settembre di quasi mezzo milione di euro.

Startup Geeks

L’ispirazione alla base di Startup Geeks, invece, arriva durante il viaggio di nozze dei due fondatori: Giulia D’Amato e Alessio Boceda, nel 2018 su un bus tra Perù e Bolivia. Avrebbero aiutato chiunque volesse fare impresa, soprattutto impresa innovativa, a diventare imprenditori preparati e consapevoli. Da quest’idea iniziale è nata Startup Geeks Premium, una community di oltre 1.200 startupper e con più di 300 startup incubate. Ma dalla primavera 2020 offre anche servizi di formazione imprenditoriale gratuiti, con l’obiettivo di aiutare e sostenere la ripresa economica post pandemia. Sempre lo scorso anno è partito anche il progetto Startup Builder, l’incubatore virtuale che offre un programma di accelerazione completo in 12 settimane. Tutto a distanza e in sicurezza.

Startup Pack

Startup Pack offre sessioni di coaching gratuite per startup. Il progetto è partito a luglio 2021, da un’idea di Giacomo Gentili, che ha rapidamente raccolto intorno a sè 25 altri coach. Finora sono state seguite più di 30 nuove imprese e l’obiettivo dichiarato di Startup Pack è proprio quello di “evitare che gli startupper commettano errori tipici di chi fa impresa per la prima volta”. Ma come si fa a partecipare? “Il processo di candidatura è semplice e completamente digitale – risponde Riccardo Maestri, business developer ed ex atleta olimpico –. Per partecipare è sufficiente rispondere a qualche domanda sulla pagina dedicata del nostro sito. A quel punto saranno i nostri coach a contattare i candidati per un primo colloquio conoscitivo”. Attualmente Startup Pack è alla ricerca sia di nuovi coach, sia di altre startup da affiancare.

Startup Checklist

Chiudiamo la lista con Startup Checklist, che si rivolge specialmente a giovani neo imprenditori, compresi nella fascia d’età 17-29 anni. L’idea iniziale è stata di Iacopo Livia, che attualmente la sta sviluppando in un incubatore a Barcellona. Obiettivo? Creare una checklist utile allo sviluppo di qualsiasi startup. Una guida completa, gratuita, accessibile e open source. Al progetto collaborano già più di 40 contributor, esperti in vari ambiti e imprenditori di successo, che mettono a disposizione le proprie capacità ed esperienze. Proprio per sottolineare il proprio impegno a offrire strumenti utili e gratuiti, Startup Checklist si sta costituendo in questi giorni come associazione di promozione sociale, una forma che permetterà di reinvestire il 100% dei ricavi nello sviluppo futuro di tool e servizi. A novembre, inoltre, Startup Checklist lancerà una prima serie di dirette online con i propri contributor, creando delle occasioni di incontro virtuale tra le startup e gli esperti.





[Fonte Wired.it]