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Stop alle donazioni in criptovalute alla politica britannica, “rischi inaccettabili” per una commissione bipartisan

di webmaster | Mar 27, 2026 | Tecnologia


Un altro problema è il frazionamento delle donazioni: invece di un unico versamento, si possono fare tanti piccoli pagamenti restando al di sotto la soglia di 500 sterline che fa scattare l’obbligo di dichiarazione. Operazioni che peraltro possono essere automatizzate e nascoste attraverso intermediari e wallet multipli. In più, quando si convertono le criptovalute in denaro bisognerebbe dimostrare la provenienza dei fondi. Ma esistono intermediari, al di fuori dai circuiti regolamentati, che non lo fanno. A quel punto, il denaro è ripulito.

Per ora nel Regno Unito c’è un solo partito che accetta donazioni in criptovalute

Di sicuro il tema è caldo, come dimostra il fatto che già nelle settimane precedenti alla pubblicazione un gruppo di deputati laburisti (alcuni fanno parte del Joint Committee on the National Security Strategy, altri no) avesse fatto pressione sul governo Starmer per un divieto.

Nella politica d’Oltremanica, il primo partito ad accettare donazioni in crypto è stato Reform UK: lo ha annunciato il suo leader, il populista Nigel Farage, alla Bitcoin Conference di Las Vegas a fine maggio 2025. Nella stessa occasione, Farage – che, dopo qualche anno fuori dalla politica attiva, ora ha un seggio alla Camera ed è in testa ai sondaggi – aveva promesso di voler trasformare il Regno Unito in un “polo globale delle criptovalute”.

Nel programma politico di Reform UK c’è anche una legge su cryptoasset e finanza digitale che, tra le altre cose, ridurrebbe dal 24% al 10% l’imposta sulle plusvalenze e istituirebbe una “riserva digitale in Bitcoin presso la Banca d’Inghilterra”. Nella seconda metà dell’anno, Christopher Harborne – investitore in criptovalute e imprenditore aeronautico – ha fatto due maxi-donazioni consecutive a Reform UK: la prima da 9 milioni di sterline (circa 10,4 milioni di euro, vicino al record storico per un partito britannico), la seconda da 3 milioni di sterline (circa 3,5 milioni di euro).

Il rischio vero è che le persone perdano la fiducia nella democrazia

Il rapporto del Joint Committee on the National Security Strategy non indica casi specifici in cui sono state accertate violazioni e non fa nemmeno stime di quanto valgano le donazioni in crypto alla politica. Questo perché ha un compito diverso: intercettare i punti deboli dei controlli e invitare il governo a ripianarli.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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