I nuovi oggetti del desiderio non sono più i Labubu, ma i bidet. Lo dimostrano non solo le ossessioni igieniche di mezza Europa, e dell’Italia in particolare, ma anche diversi fatti d’attualità. Quando il nuovo e dirompente sindaco di New York Zohran Mamdani si è trasferito a metà gennaio nella residenza municipale nota come Gracie Mansion ha dichiarato in un’intervista di avere una “speranza aspirazionale”, quella di installarci dei bidet (pare che si riferisse comunque a dei doccini da aggiungere al lato dei water). E mentre ci avviciniamo all’inaugurazione di Milano Cortina 2026, moltissimi atleti stranieri stanno affollando i social di video in cui esplorano le loro stanze nei villaggi olimpici, a dire il vero piuttosto spartane se non si trattasse di una sorpresa che riempie quasi sempre di entusiasmo: la presenza, nei loro bagni privati, di esotici e rarissimi bidet. Ma perché un oggetto che a noi sembra così comune – anzi essenziale – è così misterioso per tanti?
Quando nasce il bidet e in quali paesi si usa?
Nonostante la convinzione comune sia che i francesi siano particolarmente refrattari a questo strumento, il bidet sembra sia stato inventato proprio in Francia nei primi decenni del Settecento, anche se rimane ignota l’identità del suo ideatore: il suo nome viene da un termine d’Oltralpe per riferirsi ai pony, piccoli ma vigorosi cavalli per tutti gli usi (dal verbo bider, “trottare”), in riferimento alla posizione a cavalcioni adottata per praticare le pratiche igieniche più comuni. Le prime testimonianze arrivano in Italia sempre attorno al 1720 e la conferma della sua diffusione arriva quando, dopo la seconda metà del secolo, la regina delle due Sicilie Maria Carolina d’Asburgo-Lorena pretende l’installazione del dispositivo (allora più che altro un catino con dei sostegni a mo’ di gambe) nelle sue stanze private alla reggia di Caserta.
In realtà anche nel nostro paese il bidet si diffuse solo gradualmente e a tappe: a partire dal Novecento, con l’avanzamento degli impianti idraulici nelle abitazioni, si spostò gradualmente assieme al catino/water dalla camera da letto alla stanza da bagno ma la sua diffusione massima si ebbe dopo la seconda guerra mondiale, soprattutto dopo che dal 1975 fu reso obbligatorio per legge in ogni abitazione privata. Lo stesso è successo in Portogallo e infatti siamo i due paesi europei con un utilizzo più massiccio di questo strumento; sempre contrariamente alle credenze comuni, il bidet era molto diffuso anche in Francia e in Spagna, sebbene la sua presenza e il suo utilizzo siano fortemente diminuiti nell’ultimo cinquantennio per via di ristrutturazioni urbane e sempre minor spazio a disposizione, soprattutto negli appartamenti delle grandi città.


