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Suicidio assistito con dispositivo a comando oculare, Libera รจ stata la prima persona in Italia ad autosomministrarsi il farmaco

di webmaster | Mar 25, 2026 | Tecnologia


Ci sono voluti circa due anni tra ricorsi, rinvii e verifiche tecniche perchรฉ Libera potesse accedere al suicidio assistito. La donna era affetta da una forma avanzata di sclerosi multipla che l’aveva portata alla paralisi totale. Non potendo compiere alcun movimento, neppure quello necessario ad autosomministrarsi il farmaco, la sua vicenda ha rappresentato fin dallโ€™inizio un caso complesso sul piano medico e giuridico.

La svolta รจ arrivata grazie a un dispositivo a comando oculare predisposto dal Consiglio nazionale delle ricerche: una tecnologia non nuova in senso assoluto, ma mai utilizzata prima in Italia per consentire il suicidio assistito. Attraverso lo sguardo, Libera ha potuto attivare in autonomia lโ€™infusione endovenosa del farmaco, superando cosรฌ il limite imposto dalla sua condizione.

A seguirla lungo tutto il percorso รจ stata lโ€™Associazione Luca Coscioni, che lโ€™ha accompagnata tra passaggi giudiziari, verifiche e accertamenti fino alla realizzazione e consegna del dispositivo.

Il nodo dell’auto somministrazione e la soluzione del Cnr

Proprio lโ€™impossibilitร  fisica di autosomministrarsi il farmaco aveva bloccato la procedura, nonostante il via libera arrivato giร  a luglio 2024 dalla Usl Toscana Nord Ovest. Da lรฌ, il ricorso al tribunale di Firenze per ottenere lโ€™autorizzazione alla somministrazione da parte di un medico, con il conseguente scontro giuridico sullโ€™articolo 579 del codice penale.

La questione รจ arrivata fino alla corte Costituzionale, che ha indicato la necessitร  di verificare lโ€™esistenza di strumenti idonei a garantire comunque lโ€™autosomministrazione. รˆ in questo passaggio che entra in gioco il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), incaricato di progettare una soluzione.

Il risultato รจ un sistema che combina puntamento oculare e pompa infusionale: attraverso lo sguardo, Libera ha potuto attivare in autonomia lโ€™infusione endovenosa del farmaco, superando il limite imposto dalla sua condizione clinica.

Una battaglia durata due anni

La storia di Libera รจ quella di unโ€™attesa lunga e complessa. Dalla prima richiesta fino al collaudo del dispositivo, avvenuto nel marzo 2026, si sono susseguite verifiche tecniche, passaggi giudiziari e rinvii.

Un percorso che lei stessa aveva definito โ€œduroโ€, sottolineando il paradosso di un sistema che, da un lato, consente lโ€™accesso al suicidio medicalmente assistito in presenza di determinate condizioni, ma dallโ€™altro rende estremamente difficile esercitare concretamente questo diritto, soprattutto per chi โ€” come lei โ€” รจ completamente immobilizzato.

Il messaggio: โ€œNessuno dovrebbe aspettare cosรฌ a lungoโ€

Nel messaggio affidato allโ€™associazione, Libera lega la sua vicenda personale a una richiesta piรน ampia di dignitร  e accesso ai diritti: โ€œSpero, con tutta me stessa, che nessuno debba piรน aspettare due anni per poter esercitare un diritto che gli appartiene giร . Nessuno dovrebbe essere costretto a lottare cosรฌ a lungo per ciรฒ che dovrebbe essere garantitoโ€, ha sottolineato, spiegando che la sua battaglia โ€œรจ stata duraโ€, ma con la speranza che possa โ€œaprire anche solo una stradaโ€ o โ€œaccorciare anche solo unโ€™attesaโ€.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia piรน di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia puรฒ migliorare la nostra vita quotidiana.

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