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Sul 5G serve efficienza, così Tim e Fastweb+Vodafone si accordano per fermare la duplicazione delle infrastrutture

di webmaster | Gen 12, 2026 | Tecnologia


Sono convinto – ha poi aggiunto Butti – che l’Agcom condivida l’approccio regolato. L’opzione sarà mista, è importante che il tavolo che già sta lavorando arrivi a una conclusione con la massima soddisfazione per tutti. Ora bisogna investire sul futuro, aiutando un settore che oggettivamente ha difficoltà. Gli operatori Tlc, che alla scorsa asta delle frequenze hanno sborsato 6,5 miliardi di euro, non hanno avuto più i fondi e le risorse necessarie per investire nel futuro. Questo è un problema serio”.

L’orientamento di Agcom

L’Agcom lo scorso giugno ha avviato una consultazione pubblica sulle opzioni regolamentari e stando a quanto riferito da Radiocor lo scorso 10 dicembre l’Autorità avrebbe dato un primo via libera sul rinnovo gratuito dei diritti d’uso a fronte di investimenti da parte degli operatori (una delle opzioni sul piatto) nelle reti 5G standalone con precisi obblighi di copertura.

Un’approvazione frutto sia delle preferenze dei soggetti che hanno partecipato alla consultazione, sia tenendo conto delle best practice europee che privilegiano l’estensione dei diritti d’uso in cambio di impegni infrastrutturali rispetto all’espletamento di nuove procedure competitive onerose.

Il rinnovo riguarda le frequenze nelle bande 800, 900, 1400, 1800, 2100, 2600 e 3400-3600 MHz, nonché la proroga per la banda 28 GHz, fino al 31 dicembre 2037. E sempre secondo quanto riferisce Radiocor si va verso l’imposizione di un obbligo di accesso wholesale rafforzato (inclusivo di spectrum sharing e network slicing) a carico degli operatori con maggiore dotazione di spettro, ossia Fastweb-Vodafone, Tim e WindTre, a beneficio dei soggetti con minore spettro, alias di Iliad che ha in pancia appena 70 Mhz – e degli operatori mobili virtuali (Mvno). È attesa ora la nuova consultazione di Agcom, la terza, per indagare gli aspetti più tecnici e definire nel dettaglio la questione dell’obbligo di accesso rafforzato. Dopodiché si procederà con l’invio del parere al Mimit.

Ma l’operazione non sarebbe a costo zero. Secondo quanto riferisce Il Sole24Ore per lo Stato il rinnovo agevolato genererebbe un mancato introito per 500 milioni di euro l’anno per 8 anni, per un totale di 4 miliardi di euro. Gli operatori sostengono che il mancato incasso sarebbe compensato dagli effetti economici degli investimenti ma la Ragioneria dello Stato non sarebbe di questa opinione tant’è che la misura non è stata inserita in legge di Bilancio.

Asstel spinge sul rinnovo non oneroso

Lo scorso 11 dicembre dopo l’incontro tra i ministeri coinvolti, il dipartimento per la Trasformazione digitale, le organizzazioni sindacali e Asstel, il presidente dell’associazione di Confindustria Pietro Labriola ha ribadito che “servono regole eque e chiare per attrarre investimenti, condizioni favorevoli allo sviluppo infrastrutturale, un sistema più semplice e trasparente per il rinnovo delle frequenze, il riconoscimento del settore come industria ad alta intensità energetica, interventi strutturali per il comparto dei call center e politiche industriali che sostengano formazione continua e nuove forme di flessibilità del lavoro. E ha accesso i riflettori proprio sul 5G in quanto “abilitatore fondamentale per le imprese italiane e per la crescita economica. L’allocazione dello spettro non e’ solo una questione tecnica, ma anche industriale e strategica”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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