La tassa di 2 euro sui pacchi introdotta dal governo guidato da Giorgia Meloni nella legge di bilancio 2026 alla fine colpirà tutti, anche Amazon. L’esecutivo ha inserito nella manovra un contributo su tutte le spedizioni di valore fino a 150 euro. Una misura pensata per colpire le piattaforme cinesi di ultra fast fashion, il modello di vendita basato su abiti a prezzi stracciati e ricambio continuo delle collezioni, ma che finirà per gravare sull’intero e-commerce, Amazon compresa. La commissione bilancio del Senato ha esaminato giovedì 11 dicembre gli emendamenti governativi, che prevedono l’entrata in vigore del balzello dal 1 gennaio 2026. Secondo i documenti parlamentari, il contributo dovrebbe generare incassi per 122,5 milioni di euro nel primo anno e 245 milioni sia nel 2027 che nel 2028.
Il balzello sui pacchi tra competenze europee e tutela del made in Italy
L’emendamento sulla tassa per le spedizioni porta la firma di cinque senatori di Fratelli d’Italia, tra cui il capofila Marco Gelmetti, e definisce il prelievo come un “contributo alla copertura delle spese amministrative correlate agli adempimenti doganali”. La formulazione iniziale prevedeva di colpire soltanto i pacchi provenienti da paesi extracomunitari, ma una simile impostazione avrebbe configurato un dazio doganale, materia di competenza esclusiva dell’Unione europea. Il governo ha quindi dovuto estendere il contributo a tutte le spedizioni, comprese quelle che partono da e restano in Italia, per evitare contestazioni da parte di Bruxelles. Insomma, alla fine la tassa di 2 euro colpisce l’intero settore dell’ecommerce, ma soprattutto colpisce il consumatore finale vanificando l’intento iniziale di frenare la mole di spedizioni cinesi.
Temu, Shein e AliExpress nel mirino del governo
Il bersaglio dichiarato della misura, infatti, erano le piattaforme di e-commerce cinesi come Temu, Shein e AliExpress, accusate di praticare una concorrenza sleale nei confronti dei produttori europei. L’estensione del contributo a tutte le spedizioni finirà però per coinvolgere anche Amazon, eBay e Vinted, ovvero l’intero ecosistema del commercio online. Il prezzo medio di un capo Shein è di 14 euro contro i 28 euro di H&M e i 35 euro di Zara, e la piattaforma conta 22,8 milioni di utenti mensili solo in Italia. Le autorità doganali europee hanno gestito nel 2024 circa 4,6 miliardi di pacchi di basso valore acquistati online, il doppio rispetto al 2023, e il 91% di queste spedizioni proveniva dalla Cina.
L’Italia anticipa l’Europa?
La tassa italiana di 2 euro anticipa una riforma più ampia a livello europeo. Il Consiglio Ecofin, l’organismo che riunisce i ministri dell’Economia dei 27 stati membri, ha raggiunto giovedì 13 novembre un accordo politico per abolire la soglia di esenzione dai dazi doganali per i pacchi sotto i 150 euro. La riforma entrerà a pieno regime nel marzo 2028, quando sarà operativo il nuovo hub doganale digitale europeo, ma i governi lavoreranno a una soluzione transitoria già dal 2026.


