[ad_1] Non è un paese per Archimede. O meglio non lo è ancora ma lo deve, e può, diventare. A Tech Europe Foundation (acronimo Tef), fondazione nata per spingere gli investimenti in tecnologie di frontiera, meglio note come deep tech,…
Non è un paese per Archimede. O meglio non lo è ancora ma lo deve, e può, diventare. A Tech Europe Foundation (acronimo Tef), fondazione nata per spingere gli investimenti in tecnologie di frontiera, meglio note come deep tech, la vedono così. “A chi sa già di voler fare l’inventore, dobbiamo offrire i migliori strumenti per farlo – dice a Wired l’amministratore delegato di Tef, Luca De Angelis -. Chi invece non sa ancora di volere o poterlo fare va convinto che è possibile farlo“.
D’altronde, secondo un recente rapporto di Italian tech alliance nel 2025 il deep tech ha movimentato investimenti per 269 milioni di euro attraverso i 60 round censiti dall’associazione. Medaglia di bronzo per ammontare, dietro a software (464 milioni) e scienze della vita, e medaglia di legno per round. Se alziamo lo sguardo all’Europa, il fondo Atomico calcola a fine 2025 nel suo rapporto State of European tech che tecnologie di frontiere e AI attirano più di un euro su 3 di quelli piazzati dal venture capital, il 36% per la precisione.
Bene ma non benissimo. Perché, spiega sempre Atomico, le aziende statunitensi di deep tech che raccolgono round sopra i 100 milioni di euro sono cinque volte tanto quelle europee. La parola d’ordine al di qua dell’Atlantico, dunque, è crescere. E attraverso questa lente va letta un’operazione che all’apparenza può sembrare solo un passaggio di quote.
L’alleanza con le università
Il 20 gennaio scorso due delle principali università milanesi, Politecnico e Bocconi, comunicano di aver deliberato il trasferimento delle loro “attività di supporto alla nascita e crescita di nuove imprese” a Tef. Parliamo di PoliHub, il deep tech hub del Politecnico, e di Bocconi for Innovation (B4i), che in dote porta anche il fondo di venture capital B4i Fund Sis.
I numeri raccontano un pezzo della storia. B4i, avviata nel 2019, ha sostenuto 635 imprenditori (su 4.160 progetti candidati), 68 startup e 70 milioni di raccolta. Polihub, con sei anni in più sulle spalle, conta 5.350 startup avviate, un sostegno ad attrarre oltre 6,55 miliardi di investimenti e 16 partecipazioni in società deep tech. Il risultato è che Tef può ora contare su un portafoglio di 70 imprese e ambire a raggiungere duemila candidature all’anno.
