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da Hardware Upgrade :

Secondo quanto riportato da Bloomberg, Tesla sarebbe intenzionata ad espandere la sua fabbrica per batterie sita in Nevada, contando sull’aiuto di CATL, che fornirà le apparecchiature necessarie ma senza essere coinvolto nella produzione delle celle.

Una precisazione necessaria per via dell’emendamento IRA (Inflation Reduction Act), rinnovato una seconda volta dalla Presidenza Biden, che mira a sviluppare e sostenere la produzione statunitense di tutti quei prodotti ritenuti essenziali per l’economia americana, quali, ad esempio, le batterie per auto elettriche.

In virtù di questo, per il nuovo impianto di Sparks (scelta strategica, dettata dalla vicinanza con Reno, dove Panasonic, un altro dei fornitori di Tesla, ha una suo stabilimento), che andrà ad affiancare quello già esistente, i dipendenti CATL contribuiranno all’installazione delle attrezzature necessarie, permettendo a Tesla di mettere in funzione la fabbrica nel 2025.

Inizialmente, riporta sempre Bloomberg, la produzione di concentrerà sulle celle LFP destinate ai sistemi di accumulo Megapack, con volumi pari a circa 10 GWh l’anno, concretizzando quanto annunciato da Tesla nel 2021, ovvero che la chimica LFP era stata scelta per i futuri Megapack e Powerwall.

Tesla e CATL

Tesla punta a diventare indipendente a 360 gradi, producendo da sola le sue batterie ed estraendo per conto proprio i minerali necessari, stringendo accordi con diversi Paesi che detengono giacimenti importanti.


Nel frattempo, Musk ha fatto in modo da avere diversi fornitori per le componenti cruciali (prime fra tutte le batterie), in modo da non ritrovarsi mai spalle al muro (come capitato, ad esempio, per i chip durante i periodi Covid e post-Covid): oltre a CATL, Tesla ha contratti di fornitura anche con Panasonic e BYD.

 

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