ATTENZIONE: spoiler sul finale di serie di The Handmaid’s Tale
È giunta alla fine anche The Handmaid’s Tale. La serie distopica tratta dal romanzo del 1985 Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood è diventata un cult grazie alle sue sei stagioni, ma ora è arrivata al suo epilogo diffuso in queste ore, in streaming negli Stati Uniti su Hulu e in Italia su TimVision (dove non è ancora disponibile). I fan di questa saga che ha fin troppe aderenze con la nostra realtà non staranno troppo a lungo senza ritornare in questo universo narrativo. È in arrivo, infatti, The Testaments, la serie sequel ispirata a sua volta dal seguito scritto da Atwood nel 2019, I testamenti. Se la prima stagione della serie madre raccontava il contenuto del romanzo iniziale di Atwood, le stagioni successive hanno colmato il vuoto di eventi che porteranno appunto a questa continuazione. E già il finale ha mostrato come le due produzioni si collegheranno.
Attenzione, spoiler
Nell’ultimo episodio della sesta stagione, infatti, (spoiler!) si conclude con la vittoria della rivoluzione di May Day a Boston. Il sacrificio di Joseph, salito su un aereo con una bomba, ha eliminato tutti gli alti comandanti, compreso Nick, decapitando di fatto Gilead. Nel frattempo June è riuscita a far sollevare la popolazione, convincendo Serena ad universi definitivamente alla resistenza (portata poi in salvo in un campo profughi assieme al figlio Noah) e anche zia Lydia si è attivata per salvare Janine; congedatasi dalla madre e da Luke, June parte per liberare il resto degli Stati Uniti, nella speranza di ricongiungersi con la figlia Hannah, e decide di scrivere quello che diventerà Il racconto dell’ancella.
The Testaments è ambientato qualche anno dopo questi eventi ed è raccontato secondo tre prospettive diverse: quello di zia Lydia (che sarà ancora interpretata da Ann Dowd) che continua a lavorare dentro Gilead aiutando segretamente la resistenza; Hannah, ormai cresciuta ma che vive col nome di Agnes ed è pronta a diventare una Sposa; e Daisy, una figlia di un’ex ancella che vuole entrare nelle fila di May Day e che scoprirà un’identità che non aveva mai sospettato. La conclusione di The Handmaid’s Tale mostra appunto un regime totalitario messo a dura prova dalle azioni rivoluzionarie di June e il fatto che lei si decida a raccontare la sua storia (“Mi chiamo Difred“, dice ricollegandosi all’inizio sia della serie sia del romanzo) ci porterà a una nuova fase di Gilead, minata dall’interno e dall’esterno. Si definisce anche in modo migliore il ruolo rivoluzionario di zia Lydia, che sarà fondamentale nel suo “doppio gioco” a far crollare Gilead.


