I due progetti annullati avrebbero avuto una capacità complessiva di 4 gigawatt
I due parchi eolici che non si faranno più erano previsti nelle acque di fronte a New York e alla Carolina del Nord. Il primo avrebbe avuto una capacità installata di 3 gigawatt (GW) e avrebbe dovuto essere avviato nel 2029. Il secondo, da 1 GW, era previsto per il 2031. Da parte sua, TotalEnergies sottolinea di aver già installato 10 GW di rinnovabili negli Stati Uniti (tra eolico e solare fotovoltaico) e di avere ancora in piedi progetti per 20 gigawatt.
Le relative autorizzazioni erano state acquisite dalla compagnia francese nel 2022. Un anno più tardi era stata creata una joint venture con le aziende Corio generation et Rise light and power per il progetto nello stato di New York, battezzato New York Bright.
Vincent Stoquart, direttore della divisione Rinnovabili della multinazionale, aveva dichiarato che grazie alle “condizioni finanziarie” e ai “vantaggi competitivi”, nonché a “una connessione alla rete molto performante”, il parco eolico “ci avvicinerà alla nostra ambizione di produrre 100 terawattora di energia elettrica di qui al 2030”. Il dirigente aveva anche manifestato la propria soddisfazione per essere stati scelti dal governatore dello stato americano “poter concretizzare la promessa di fornire energia verde a parecchie centinaia di migliaia di famiglie e imprese”.
La sospensione poche settimane dopo l’elezione di Trump, a novembre 2024
Nel novembre del 2024, però, la stessa TotalEnergies aveva annunciato la sospensione dei progetti, a poche settimane dalla vittoria alle elezioni presidenziali di Donald Trump. Ora, al momento della presentazione dell’accordo con l’amministrazione di Washington che pone fine ai due progetti, Pouyanné ha cambiato decisamente orientamento, dichiarando che “l’eolico in mare non è il metodo meno caro per produrre energia negli Usa”. Al contrario, lo stesso amministratore delegato in un comunicato ha spiegato che, sulla base dell’intesa, verrà finanziata tra le altre cose la costruzione della fabbrica Rio Grande per la produzione di gas naturale liquefatto (Gnl) che sarà utilizzato per lo sviluppo di data center negli Stati Uniti. E ha affermato che, a suo parere, “questo rappresenta un utilizzo ottimale dei nostri capitali nel paese”.
Cosa farà TotalEnergies con il miliardo di dollari concesso dagli Stati Uniti
Il progetto fossile in questione coinvolge anche l’americana NextDecade. Secondo TotalEnergies, che si dichiara primo esportatore di gnl americano con 19 milioni di tonnellate nel 2025, parte del gas arriverà in Europa. L’impatto climatico del gas naturale liquefatto è però nettamente superiore rispetto a quello trasportato attraverso i gasdotti: uno studio della Cornell university di New York ha calcolato che le emissioni sono maggiori del 33% perfino rispetto al carbone, ovvero alla fonte fossile in assoluto più dannosa per il clima.


