Manca pochissimo all’ultimo episodio di Stranger Things 5 preceduto dai tre – su otto – episodi filler di recente pubblicazione. La seconda parte della quinta e ultima stagione di una delle serie più viste di sempre è formata da tre episodi di transizione e per noi non si è rivelata una grande mossa, specialmente nell’ottica di una programmazione in altrettante tranche che li ha proposti “da soli”. Netflix ha voluto spremere al massimo la sua gallina delle uova d’oro e, nel distribuire la stagione centellinandola, sta rovinando le ultime battute di uno show epico. Nello specifico, La scossa, Fuga da Camazotz e Il ponte, al netto della fuga di Max e della rivelazione del wormhole, sono puntate propedeutiche che si inseriscono organicamente in un’annata configurata come un heist, ovvero incentrata su un gruppo di personaggi con capacità fisiche e intellettuali complementari che collabora per mettere a punto un piano, eseguirlo e così portare a termine una missione.
L’arma del gruppo, Undici, non è più tale: i suoi poteri sembrano meno ampi rispetto alla terza stagione (eppure all’inizio l’abbiamo vista, vestita come Josh Brolin in I Goonies, affrontare un duro allenamento; che sia perché gli esper diventano meno forti man mano che si avvicinano all’età adulta?) e il suo ruolo sembra destinato a passare da (super)eroina a martire. Will il Piagnone, il membro del gruppo più malmostoso e debole, invece, è diventato Will il Saggio, lo stregone in grado di canalizzare il potere di Vecna e forse distruggerlo. Dove il trittico non funziona è nel ritmo: la narrazione si trascina in modo insensato in varie occasioni, espandendo dialoghi, spiegoni e sequenze d’azione che si potevano risolvere in tempi di molto inferiori. Dove, invece, trova la sua realizzazione, è nella parabola sulla crescita: Stranger Things 5 è una fiaba horror su come si diventa grandi, rivolta agli spettatori più giovani che entrano nell’età adulta. Se da una parte la narrazione sostiene il motto “l’unione fa la forza” – Undici da sola non può salvare il mondo e sconfiggere Vecna, ma tutti, lavorando insieme, possono riuscirci – dall’altra sottolinea la necessità e l’importanza del percorso e dell’evoluzione personale nella formazione dell’individuo e lo fa attraverso Will, e la sua sensazionale rivincita del nerd.

