Trovate bolle di gas caldo che ruotano attorno al buco nero della Via Lattea, Sagittarius A*

da Hardware Upgrade :

A maggio di quest’anno è stata svelata la prima immagine di Sagittarius A*, il buco nero che è al centro della Via Lattea (la nostra galassia). Si è trattato di un momento molto atteso in quanto è raro riuscire ad avere una risoluzione di questo tipo per un oggetto così “sfuggente” per quanto relativamente grande.

All’inizio del 2019 invece era stata mostrata l’immagine del buco nero al centro della galassia M87 e quella fu effettivamente la prima immagine di un oggetto di questo tipo ricostruita grazie ai calcoli dell’EHT (Event Horizon Telescope). Ovviamente non si sta parlando di osservare direttamente la singolarità o ciò che c’è oltre l’orizzonte degli eventi, ma piuttosto tutto l’ambiente che lo circonda, che risulta essere particolarmente interessante anche per confermare le teorie di Einstein. La ricerca è continuata e oltre a osservare campi magnetici e altre tipologie di buchi neri, è stato possibile anche rilevare bolle di gas incandescente che orbitano attorno a Sagittarius A*.

Bolle di gas caldo intorno al buco nero della Via Lattea

Secondo quanto riportato nello studio scientifico, la rilevazione è avvenuta con un lavoro congiunto di più telescopi come Chandra (che osserva i raggi X) oltre ad ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) dell’ESO all’interno della campagna osservativa dell’EHT per ricostruire la struttura di Sagittarius A* insieme ad altri sette radiotelescopi in tutto il Mondo utilizzando la tecnica dell’interferometria.

buco nero  via lattea

Gli studiosi avevano rilevato delle emissioni molto forti di raggi X, già osservate in precedenza anche nell’infrarosso, che sono associabili a veri e propri “punti caldi” (hot spot) nella zona circostante il buco nero della Via Lattea. Maciek Wielgus (del Max Planck Institute) ha dichiarato “ciò che è veramente nuovo e interessante è che tali bagliori erano finora chiaramente presenti solo nelle osservazioni a raggi X e infrarossi di Sagittario A*. Qui vediamo per la prima volta un’indicazione molto forte che i punti caldi in orbita sono presenti anche nelle osservazioni radio”.

buco nero sagittarius A*

In generale si pensa che prima ci sia un’emissione da quelle zone nello spettro dei raggi X e infrarosso e poi, raffreddandosi, possano anche emettere onde radio (che sono onde più lunghe). Le ipotesi iniziali davano come possibile la presenza di vere e proprie bolle di gas molto caldo in quella zona ma servivano ulteriori dati, arrivati poi grazie al riesame delle informazioni raccolte da ALMA e che danno supporto a quest’idea. In generale si pensa che bolle calde/punti caldi a più alta temperatura indichino una temperatura maggiore, una densità inferiore e una profondità ottica inferiore rispetto al flusso circostante. Questo ha effetto anche sulla polarizzazione frazionaria della radiazione emessa (aumentandola) e avendo quindi ripercussioni anche sulle osservazioni (che devono tenere conto anche della struttura del campo magnetico).

buco nero  via lattea

L’attuale risoluzione non ci permette di avere una visione veramente chiara di un oggetto così particolare come il buco nero Sagittarius A* che, per quanto molto grande (se si guarda al Sistema Solare, ma piccolo se si pensa ad altre strutture), è anche lontano. Nonostante tutto le osservazioni hanno permesso di farsi un’idea più chiara di ciò che nell’ambiente circostante e dell’“origine magnetica” di alcuni fenomeni, come le bolle di gas (la cui struttura è ancora da chiarire con precisione) che sembrerebbero ruotare in senso orario intorno al buco nero. Gli scienziati stanno già pensando alle future campagne osservative di EHT e in particolare scrivono nello studio che “le future osservazioni simultanee a più lunghezze d’onda giocheranno a ruolo essenziale nel rivelare la relazione tra i punti caldi orbitanti”.


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