[ad_1] Negli Stati Uniti l’amministrazione di Donald Trump non è mai stata particolarmente favorevole alle energie rinnovabili, ma ha dimostrato di avere una particolare avversione per l'eolico. Il presidente americano ha più volte fatto affermazioni false sui costi dell’eolico, sulla…
Negli Stati Uniti l’amministrazione di Donald Trump non è mai stata particolarmente favorevole alle energie rinnovabili, ma ha dimostrato di avere una particolare avversione per l’eolico. Il presidente americano ha più volte fatto affermazioni false sui costi dell’eolico, sulla sua diffusione nel mondo e sui presunti impatti ambientali. Questa idiosincrasia si è tradotta in un ordine esecutivo che ha bloccato la concessione di tutti i permessi per nuovi impianti offshore e alcuni progetti sulla terraferma. Un provvedimento che però è stato poi annullato da un tribunale, che lo ha giudicato ingiustificato.
Trump contro l’eolico
Non contento dello stop alle iniziative future, il governo Trump si è mosso anche contro i cinque progetti eolici offshore attualmente in costruzione negli Stati Uniti. Dopo aver sospeso temporaneamente due cantieri per motivazioni mai del tutto chiarite, il dipartimento dell’Interno ha deciso di addurre un’unica giustificazione per bloccare l’installazione delle turbine: un presunto rischio per la sicurezza nazionale, che sarebbe suffragato da un rapporto secretato.
La reazione all’annuncio, arrivato a fine dicembre, è stata unanime. Le aziende responsabili dei progetti hanno fatto causa al governo federale. E a partire dal 2 febbraio, tutte hanno ottenuto lo stesso risultato, nonostante le azioni legali siano state presentate in tre tribunali diversi ed esaminate da quattro giudici: un’ingiunzione temporanea che consente loro di proseguire i lavori.
I tribunali si schierano con le aziende
Secondo quanto emerso da alcune ricostruzioni giornalistiche, alcuni giudici hanno esaminato il rapporto riservato utilizzato per giustificare l’ordine di sospensione dei cantieri, senza però trovarlo convincente. In un caso un giudice ha osservato che la condotta del governo non faceva pensare che i presunti rischi per la sicurezza nazionale fossero reali. Nonostante l’amminstrazione americana sostenga che la minaccia derivi dal funzionamento delle turbine eoliche, l’ordine del dipartimento dell’Interno ha infatti bloccato sì i lavori di costruzione consentendo però che le strutture già completate continuassero a operare.
“Se la preoccupazione del governo riguarda il funzionamento di queste strutture, consentire l’operatività continua delle 44 turbine mentre si vietano la riparazione di quelle esistenti e il completamento di altre 18 è irrazionale”, ha scritto il giudice Brian E. Murphy. Una posizione che riapre la possibilità che il blocco ai cantieri venga dichiarato illegittimo.
