Tumore per uso prolungato di un cellulare. A Torino il risarcimento per malattia professionale

da Hardware Upgrade :

Per oltre 13 anni un ex operaio ha passato ore e ore al telefono cellulare ogni giorno. M.N. dal 1995 è stato operaio specializzato per un’acciaieria valdostana e ha fatto questo lavoro fino al 2008. Qui a causa di un grave trauma ha cessato di sentire completamente dall’orecchio destro e per questo, per oltre 13 anni, ha utilizzato esclusivamente l’orecchio sinistro al quale ha appoggiato per ore ed ore un telefono con tecnologia Etacs ossia uno di quelli caratterizzati da livelli di emissioni di radiofrequenze enormemente superiori a quelli dei telefoni GSM 2G che sono entrati in commercio dal 2005.

Tutto questo ha portato l’ex operaio a scoprire nel 2009 un tumore, un neurinoma del nervo acustico proprio sul lato sinistro del cranio e a causa del quale ha perso completamente l’udito. Da subito l’operaio ha dato la colpa all’uso prolungato del telefoni cellulare e ha dunque intentato una causa all’Inail per riuscire dopo anni ad ottenere l’invalidità da malattia professionale grazie alla sentenza della Corte d’appello di Torino che ha dunque condannato l’ente al risarcimento dell’ex operaio ora sessantatreenne.

Una sentenza storica per l’uso massiccio del telefono cellulare

È in qualche modo una sentenza storica quella dell’ex operaio perché appare relativamente diversa dalle altre. Sì, perché secondo gli avvocati Renato Ambrosio e Stefano Bertone che hanno assistito l’ex operaio insieme ai colleghi Chiara Ghibaudo e Jacopo Giunta “È una sentenza frutto di un confronto tra scienziati e non una sentenza di giuristi che si sostituiscono alla scienza“.

In questo caso infatti la Corte d’appello di Torino ha compiuto una valutazione degli atti completamente diversa da quanto avvenuto finora con situazioni del genere. Qui ha deciso di chiedere un parere ad uno specialista in otorinolaringoiatria, audiologia e foniatria, il professore ordinario dell’Università di Torino Roberto Albera, autore di 400 pubblicazioni e di 10mila interventi chirurgici, tra i quali quasi duecento sui neurinomi. Ecco che il professore ha spiegato con chiarezza che “Per quanto attiene l’etiologia del neurinoma dell’acustico, nella sua forma sporadica, ho ricordato come a oggi non vi sia ancora alcuna certezza anche se sono stati ipotizzati alcuni fattori favorenti per il neurinoma sporadico. Sulla base di studi sperimentali su animali da laboratorio è possibile ritenere che le radiofrequenze possano essere considerate oncogenetiche (che sviluppano tumori, ndr), ma i dati sperimentali non sono necessariamente applicabili all’uomo. Questi dati sono quindi criticabili circa l’applicazione sull’uomo, ma certamente probativi di un effetto patogeno sul tessuto nervoso.”

Quello che spiega il professore è dunque il fatto che la certezza dell’uso del cellulare abbia provocato il tumore non c’è ma è altrettanto palese che c’è ”un’elevata probabilità” e questo è bastato alla Corte d’appello di Torino per riconoscere all’ex operaio un indennizzo di 400€ al mese, maggiore rispetto a quello che era stato stabilito già in primo grado dal tribunale.

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