Tutto ciò che c’è da sapere sulla Coppa del mondo di Rugby 2019


Partono in Giappone i mondiali di rugby che vedranno l’Italia confrontarsi con Namibia, Canada, Sudafrica e Nuova Zelanda, in un’edizione che ci si aspetta di grande successo

(foto: Getty Images)

Debutta oggi venerdì 20 settembre la Coppa del mondo di rugby 2019, ospitata in questa edizione in Giappone, per la prima volta dunque in un paese asiatico (mentre nel 2023 si tornerà in Francia). Saranno 48 le gare che accompagneranno fino alla finale del 2 novembre che si disputerà a Yokohama dopo aver girato ben 12 città. La partita inaugurale fra i padroni di casa e la Russia si gioca proprio il 20 settembre alle 12.45 all’Ajinomoto Stadium di Tokyo, la cui cerimonia d’apertura vedrà anche la partecipazione dei Blue Impulse, il celebre team di volo acrobatico nipponico.

Sono venti le nazioni partecipanti, fra cui ovviamente anche l’Italia allenata dall’irlandese Conor O’Shea: gli azzurri sono collocati nel girone B e per qualificarsi alle fasi successive dovranno affrontare domenica 22 settembre la Namibia, giovedì 26 il Canada, venerdì 4 ottobre il Sudafrica e sabato 12 la Nuova Zelanda. Secondo gli osservatori la condizione della squadra italiana, a livello di rosa di convocati, preparazione atletica e competitività, è decisamente buona anche se l’impresa della qualificazione è davvero ardua, visto che passano ai quarti di finale solo le prime due classificate di ogni girone, e nel nostro ci sono sia la Nuova Zelanda sia la Sudafrica.

Proprio gli All Blacks neozelandesi, già campioni del mondo nelle edizioni per due volte consecutive nel 2011 e 2015, sono fra i favoriti anche quest’anno, sebbene gli esperti dicano di tenere in considerazione anche squadre come l’Australia (vicecampione del mondo), l’Irlanda, il Galles (che di recente ha sbalzato la Nuova Zelanda dalla prima posizione del ranking mondiale) e appunto il Sudafrica. Oltre alle già citate, partecipano alla competizione internazionale anche le squadre rappresentanti di Inghilterra, Scozia, Francia, Georgia, Argentina, Uruguay, Stati Uniti, Canada, Figi, Tonga e Samoa (queste ultime nazioni insulari dell’Oceano Pacifico, a dispetto delle loro dimensioni, hanno una grandissima tradizione rugbistica, tanto da assumerlo come sport nazionale).

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Gli allenamenti della nazionale italiana di rugby in Giappone (foto: Getty Images)

Questa edizione dei mondiali della palla ovale sarà particolarmente importante dopo diversi anni in cui questa disciplina sportiva sta avendo un aumento sostanziale del suo successo e della sua popolarità. Già la scorsa manifestazione tenutasi in Inghilterra nel 2015 aveva attirato più di 400mila tifosi stranieri, con quasi 2,5 milioni di biglietti staccati e un pubblico di 120 milioni di persone che ha assistito da tutto il mondo alla trasmissione della finale fra Nuova Zelanda e Australia. I mondiali del Giappone non si preannunciano da meno: sono già stati venduti 1,8 milioni di biglietti, mentre la World Rugby, ovvero la federazione internazionale di questo sport, si aspetta un indotto di circa 3,6 miliardi di euro.

Sarà possibile seguire la Coppa del mondo di rugby anche nel nostro paese dato che i diritti sono stati acquisiti dalla Rai, che manderà in onda 18 incontri su Rai2 (dove andranno tutti i match dell’Italia) e RaiSport+, entrambi disponibili gratuitamente sul digitale terrestre. Per via del fuso orario rispetto al Giappone, quasi tutte le partite si giocheranno quando in Italia è mattino o primo pomeriggio (in particolare le qualificazioni della nostra nazionale si giocano rispettivamente alle ore 7.15, 9.45, 11.45 e 6.45), ma sarà possibile seguirle sia in diretta sia in replica anche sulla piattaforma streaming RaiPlay.

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