Twitter aggiunge un ALT sulle immagini

Da Punto-Informatico.it :

ALT è una parola che per qualcuno può significare un divieto, mentre per altri può significare esattamente il contrario: una opportunità. Proprio con un ALT, infatti, Twitter ha introdotto una importante funzione che potrà essere di grande aiuto soprattutto per gli utenti ipovedenti.

La novità consta nell’aggiunta di una descrizione alternativa alle immagini tramite l’attributo “alt”: si tratta di una codifica naturale, che richiede però un maggior impegno in fase di input da parte di chi twitta. La compilazione di questo campo, infatti, metterà in evidenza il tag “alt” per dimostrare che si è fatto il possibile per migliorare l’accessibilità. Su Facebook questo processo è sostituito con un “alt” compilato dall’IA, con tutte le imprecisioni e la freddezza del caso: Twitter cerca invece la collaborazione degli utenti, sperando che nell’uso di immagini particolarmente importanti per il messaggio si possa trovare un aiuto migliore in favore dei lettori impossibilitati alla visione.

Ora Twitter è più accessibile

L’immagine viene sostituita sull’interfaccia da un tag ALT che rappresenta la codifica richiesta da lettori automatici e altri sussidi. Al tap, la descrizione può essere ascoltata per poter completare il messaggio e consentire di vivere più da vicino il contenuto completo. Secondo Twitter, tutto ciò consentirà una migliore esperienza per ipovedenti o utenti con poca banda disponibile, per i quali l’immagine rappresenta un ostacolo e il testo è invece un supplente utile.

Il nuovo servizio parte in forma sperimentale sul 3% degli utenti sia sul Web che su Android e iOS: al termine del periodo di prova saranno compiute specifiche valutazioni per comprendere come evolvere ulteriormente il progetto. Agli utenti che caricano contenuti è consentita l’aggiunta di descrizioni specifiche quando si carica una immagine e questo rappresenterà una importante forma di aiuto per tutti coloro i quali vorrebbero attingere al contenuto completo: una forma collaborativa di grande valore, insomma, con 1000 caratteri a disposizione per offrire una descrizione a coloro i quali non possono altrimenti sapere cosa sia raffigurato nell’immagine stessa.





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