Twitter vs Musk, fissata la data del processo: 17 ottobre. Intanto il patron di Tesla denuncia il social

da Hardware Upgrade :

Elon Musk ha depositato una causa contro Twitter, rispondendo così alla denuncia avanzata contro di lui dal social network e intensificando la sua lotta per sottrarsi all’accordo di acquisizione siglato a fine aprile. Questo nuovo capitolo della vicenda era del tutto prevedibile, così come alcune delle argomentazioni usate dal patron di Tesla e SpaceX per giustificare la volontà di far saltare l’accordo.

Musk continua a ritenere che Twitter non sia per nulla trasparente sul numero di bot e account falsi. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, per sostenere le proprie ragioni Musk avrebbe inserito nella denuncia una celebre frase di Warren Buffet: “Solo quando la marea si abbassa scopri chi ha nuotato nudo“. Un modo per dire che, prima o poi, la verità viene a galla. Per ora la documentazione della denuncia è confidenziale, quindi non ci sono altre informazioni sulle motivazioni di Musk.

Molti credono che il team dei bot e degli account spam sia puramente strumentale. La tesi di Twitter è che quello di Musk sia semplicemente un tentativo in ​​malafede di sottrarsi all’accordo, probabilmente dopo aver appurato di aver fatto il passo più lungo della gamba, ovvero aver valutato il social network molto di più dell’effettivo valore.

La denuncia di Musk contro Twitter arriva a stretto giro dalla decisione sulla data di avvio del processo annunciando per ottobre: inizierà il 17 ottobre e, come già noto, durerà 5 giorni. Lo scontro tra le parti si terrà presso la Court of Chancery (Corte di Cancelleria) del Delaware. Nel frattempo, gli azionisti di Twitter dovranno esprimersi sull’intesa iniziale raggiunta con Musk il 13 settembre.

Twitter, nelle scorse ore, ha riportato dati trimestrali non proprio esaltanti: il fatturato si è fermato a 1,18 miliardi di dollari, in calo dell’1% sull’anno scorso. Il social ha fatto segnare una perdita di 270 milioni di dollari. Gli utenti attivi giornalieri monetizzabili si sono fermati invece a 237,8 milioni di unità, disattendendo le aspettative degli analisti.

La società ha giustificato i numeri parlando di “venti contrari” nel settore pubblicitario legati al difficile contesto macroeconomico, nonché “l’incertezza relativa all’acquisizione in sospeso di Twitter da parte di Elon Musk“.



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