Ucraina-Russia, 7 luoghi comuni da sfatare sulla crisi



Da Wired.it :

Come molti paesi dell’Europa orientale, la storia dell’Ucraina e dei suoi legami con Russia, Polonia e Lituania è complessa. La società ucraina è significativamente divisa, tra nostalgici dell’Urss, patrioti e depoliticizzati.  L’ucrainizzazione forzata della popolazione russofona nel sud e nell’est del Paese ha incontrato molte resistenze. Ma sarebbe un errore sovrastimare la quota di persone che, persino nel Donbass, accetterebbe un’ulteriore erosione del territorio nazionale o peggio, un’annessione alla Russia senza fiatare. 

Gli Stati Uniti stanno spingendo per la guerra in Europa

L’apparizione di oltre 100mila soldati russi al confine ucraino è un evento molto imbarazzante per il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, consapevole del fatto che se Putin dovesse avere successo in Ucraina, quest’ultimo potrebbe rivolgere la sua attenzione verso altri ex paesi dell’Urss in Europa orientale. Non riuscire a fermare la Russia in Ucraina potrebbe anche dare alla Cina un altro motivo per sfidare gli Stati Uniti su Taiwan, in quanto Pechino prenderebbe una vittoria di Putin come un segno di debolezza occidentale e statunitense. 

Riguardo la Russia, Biden aveva effettivamente cercato di rilanciare il dialogo strategico sul controllo delle armi, durante il suo primo viaggio all’estero nella primavera scorsa. Biden ha più volte, esplicitamente, escluso l’opzione militare in Ucraina. Non bisogna dimenticare che un sostegno all’Ucraina boots on the ground, con l’invio di migliaia di truppe in difesa dei confini esistenti, a tempo indeterminato, è piuttosto impopolare in questo momento negli Stati Uniti. Più probabile che Biden si limiti a creare una coalizione di Paesi che sostengono gli Stati Uniti e l’Unione europea nell’applicazione di nuove sanzioni contro Mosca, sperando di ottenere nel frattempo anche un maggiore distanziamento di Germania e Francia dai russi.

“Nessuno dialoga con Mosca”

Non è così. Nel corso degli anni ci sono stati numerosi tentativi da parte dell’Europa e degli Stati Uniti di recuperare il loro rapporto con Russia. Tutti hanno fallito, nonostante una serie di concessioni al Cremlino: l’allargamento della Nato all’Ucraina e alla Georgia è stato sospeso, con grande delusione degli stessi cittadini di quei paesi; Washington e Bruxelles sono rimaste in secondo piano, se non del tutto assenti, nella guerra tra Armenia e Azerbaigian, tollerando quello che Putin definisce peacekeeping e in verità consiste in un dispiego di forze nei territori occupati, che di fatto diventano entità autonome occupate dalla Russia.

Come se non bastasse, l’Unione sembra non voler far nulla per contrastare gli interessi della Russia in Libia e in Serbia, quest’ultimo un Paese totalmente schiacciato sulla narrativa del Cremlino. Mosca è stata riammessa anche nell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Le sanzioni introdotte nel 2014 hanno finora preso di mira perlopiù personalità non chiave, con influenza limitata sulle vita politica ed economica del Paese. Per non parlare del fatto che, prima del caso di Alexei Navalny, fermo oppositore di Putin attualmente in carcere in Russia, la Francia aveva, insieme all’Italia governata da Lega e Cinque Stelle, chiesto un impegno strategico per una maggiore cooperazione economica con il Cremlino.

“Putin è imbattibile perché può ricattarci col gas”

È vero, esistono importanti interdipendenze economiche. Ma l’Unione europea è forte e molto meno dipendente dal gas russo di quanto lo sia la stessa Russia – con la sua economia molto poco diversificata – dalle entrate degli idrocarburi, per esempio. Come si legge sull’Economist, ogni quattro anni la rete europea dei gestori dei sistemi di trasporto del gas è tenuta a effettuare una simulazione di scenari di disastro. 



[Fonte Wired.it]