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Uffizi, l’attacco informatico mette a rischio le opere d’arte e il Tesoro dei Granduchi

di webmaster | Apr 3, 2026 | Tecnologia


Le Gallerie degli Uffizi e un attacco dei cybercriminali sono al centro dell’attenzione oggi. Opere d’arte, gioielli storici e manufatti decorativi sono a rischio, tanto da aver convinto la direzione a mettere in campo misure estreme per la loro sicurezza: dal 3 febbraio un’intera area di Palazzo Pitti – parte del circuito museale fiorentino insieme alle Gallerie stesse e al Giardino di Boboli – è stata chiusa fino a data da definirsi per lavori di “manutenzione straordinaria”, i gioielli del Tesoro dei Granduchi sono stati trasferiti nel caveau della Banca d’Italia, e le uscite di sicurezza dell’edificio sono state murate per evitare incursioni indesiderate. Azioni mirate, che cercano di contenere una minaccia cominciata oramai mesi fa, quando le Gallerie degli Uffizi sono state colpite da un cyberattacco, le cui conseguenze sono rimaste sconosciute fino a qualche ora fa. Ma facciamo un passo indietro per capire cosa è successo davvero e quali sono i rischi che corre uno dei musei più noti d’Italia.

Febbraio 2026: il cyberattacco

Tutto è cominciato nella notte tra il 31 gennaio e l’1 febbraio 2026, quando cybercriminali non identificati sono riusciti a infiltrarsi nei sistemi informatici delle Gallerie degli Uffizi. In quell’occasione, la direzione del museo fiorentino ci ha tenuto a precisare che il cyberattacco fosse limitato ai soli servizi amministrativi, senza gravi ripercussioni sulla sua attività quotidiana. A distanza di mesi, però, la verità su quanto accaduto ci dice tutt’altro. Secondo quanto riportato da Il Corriere della sera, i criminali informatici sono riusciti ad accedere ai server del museo, da cui hanno sottratto dati di ogni genere: non solo un intero archivio fotografico digitalizzato, ma anche codici di accesso, mappe interne, percorsi di servizio con indicazioni precise su entrate e uscite, e documenti contenenti dettagli sulla posizione di sensori e telecamere di sorveglianza. Informazioni altamente sensibili che, se finissero nelle mani sbagliate, potrebbero davvero mettere a rischio l’intera collezione del polo museale fiorentino. Una preoccupazione più che concreta, considerando che i cybercriminali hanno minacciato di vendere i dati nel dark web, inviando una richiesta di riscatto direttamente al telefono del direttore Simone Verde.

Aprile 2026: le misure di sicurezza

Cresce l’allerta per le Gallerie degli Uffizi, la cui sicurezza è evidentemente a rischio dopo che i criminali informatici hanno palesato di essere in possesso di informazioni sensibili, sottratte ai server del museo nel corso degli ultimi mesi. Le misure messe in campo dalla direzione sono tutte volte a evitare che Firenze possa diventare la sede di un furto pari solo a quello del Louvre, dove i ladri sono riusciti a portare via i gioielli della Corona in pochissimi minuti, avendo a disposizione decisamente un minor numero di informazioni rispetto a quelle sottratte agli Uffizi. Nel frattempo, però, il direttore Simone Verde non ha rilasciato alcuna dichiarazione al riguardo, lasciando tutti con il fiato sospeso, a domandarsi se le azioni messe in campo finora basteranno davvero a rimediare alla falla di sicurezza che mesi fa ha permesso al museo fiorentino di diventare un bersaglio (comodo) per i cybercriminali.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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