Il board di Warner Bros. Discovery ha rifiutato formalmente l’offerta di Paramount Skydance, che lo scorso 9 dicembre aveva tentato la scalata ostile alla società dopo aver perso la bidding war nei confronti di Netflix. La situazione finora era stata questa: dopo settimane di confronti e valutazioni serrati, Netflix si era aggiudicata la possibilità di acquisire il mitico studios di Hollywood, con Hbo e Hbo Max (senza la parte di canali via cavo americani e quelli internazionali, sotto la società scorporata Discovery Global) per 82,7 miliardi di dollari, per un valore di 27,75 dollari ad azione; uno dei contendenti esclusivi era proprio, nonostante tutto, Paramount che aveva lanciato una controproposta da 108 miliardi, ovvero 30 dollari ad azione, rivolgendosi direttamente agli azionisti e scavalcando il board, rassicurando sull’intenzione di mantenere anche Discovery Global e una maggiore finestra di uscita nelle sale dei futuri film del gruppo, cosa su cui Netflix ha manifestato più ambiguità.
Lo stesso consiglio di amministrazione di Warner Bros. Discovery, anche obbligato per legge, si era dato fino al 19 dicembre per dare un responso, che è però arrivato con qualche giorno d’anticipo. A quanto pare si è votato all’unanimità considerando l’offerta di Paramount Skydance “non nei migliori interessi di WBD e dei suoi azionisti”, non rappresentando un’offerta migliore rispetto a quella di Netflix: proprio per questo il board invita gli azionisti a rigettare l’offerta di Paramount. Secondo il consiglio non solo quest’ultima proposta non solo sarebbe inferiore a quella di Netflix, ma non sarebbe finanziariamente solida perché è stato fatto credere che avesse il totale sostegno finanziario della famiglia Ellison (David Ellison è a capo di Skydance e avrebbe tentato la scalata grazie ai fondi del padre Larry, patron di Oracle) mentre questo verrebbe da un non meglio precisato trust (in cui ci dovrebbero essere anche fondi sovrani di stati arabi e da cui di recente si è sfilato Jared Kushner, genero di Trump).
Paramount ha comunque comunicato che continuerà a rivolgersi agli azionisti per perseverare la propria causa, anche se è improbabile che questa attecchirà data la contrarierà della società. Questo significa che, salvo giudizi avversi da parte dalle autorità dell’Antitrust, la fusione di Warner e Netflix continuerà (nel frattempo è spuntato anche un sito ufficiale che spiega nei dettagli i vantaggi e la modalità di tale fusione). Per vedere degli effetti cambiamenti, in ogni caso, bisognerà attendere tra i 12 e i 18 mesi, per le approvazioni ufficiali ma anche per attendere lo scorporo formale di Discovery Global. Nel frattempo la rivoluzione (ma anche la soap opera) dei grandi media americani continua.

