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Un click non basta più. Ora l’Europa fa sul serio con la verifica dell’età, tra siti porno e social network

di webmaster | Apr 3, 2026 | Tecnologia


Il mini-wallet non è un sistema autonomo. È progettato come un ponte verso i futuri EU Digital Identity Wallets (EUDI Wallet), i portafogli digitali che alcuni paesi dell’Ue implementeranno già entro fine 2026, con cui i mini-wallet saranno integrati. In pratica, gli utenti che cominceranno ad abituarsi al mini-wallet da subito troveranno la stessa logica funzionale nel portafoglio digitale che tutti i cittadini europei dovranno avere in futuro. Un portafoglio che permetterà di gestire non solo l’età, ma anche identità, i titoli di studio, le patenti e altri attributi personali, tutto da un’unica app.

Cinque paesi membri stanno già sperimentando la soluzione quest’anno, ma non sembrano tutti allo stesso punto. Alla conferenza stampa è stato fatto presente che Francia e Danimarca sono molto avanti, mentre Grecia, Spagna e Italia no. Motivo per cui alcuni esperti sono scettici sull’entrata in vigore del portafoglio digitale entro i tempi stabiliti.

Un’alternativa al modello statunitense

Tra i player già visibili nel mercato europeo per la verifica dell’età ci sono Yoti, che TikTok sta usando in Europa a questo scopo insieme ad altri metodi come carta di credito e documento, e Persona, che è un fornitore di verifica identità ed età usato da piattaforme come Roblox, Discord e Reddit.

Quest’ultimo ha un modello molto più invasivo sul piano dei dati, e che la Commissione dice di voler evitare. Tra i suoi servizi comprende infatti anche la verifica dell’impronta digitale, il riconoscimento facciale, lo screening del volto della persona per compararlo a quello presente in una lista particolare e, infine, una conservazione di tutti questi dati fino a tre anni.

Nel febbraio 2026 è emerso anche che Persona avrebbe esposto pubblicamente migliaia di file online: l’azienda ha replicato dicendo che si trattava di un ambiente di test isolato e che i dati non sono stati effettivamente esposti e, in più, che non collabora con agenzie governative statunitensi per fornirgli dati sugli utenti. In ogni caso, il modello statunitense mostra i rischi di una verifica dell’età basata su raccolta e analisi massiccia di dati identificativi. Rendendo palese e necessaria un’alternativa europea, che sposti il concetto su un altro piano: non tanto “forniscimi la tua identità così ne controllo l’età”, quanto più “dimostrami solo l’età, senza rivelare altro”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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