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Un pesce corazzato potrebbe essere il batterista rock più abile dell’oceano

di webmaster | Dic 23, 2025 | Tecnologia


Vive tra i fondali poco profondi dell’oceano Pacifico, mimetizzandosi tra le rocce. ƈ il piccolo pesce corazzato, chiamato Bothragonus swanii, che oltre al suo bizzarro aspetto ha anche un’altra caratteristica più unica che rara: una profonda cavitĆ  nella testa (fossa cranica) a forma di ciotola che occupa lo stesso volume del suo cervello. A descriverla nella sua tesi di laurea magistrale, riportata da Science, ĆØ stato lo studente della Louisiana State University Daniel Geldof, secondo cui questo pesce corazzato la userebbe come una sorta di strumento, simile a un tamburo, per comunicare.

Il pesce corazzato

Bothragonus swanii ĆØ un pesce bentonico corazzato delle dimensioni dell’indice di una mano, che vive in acque poco profonde (fino ai 18 metri), ma può anche abitare la zona intertidale, ossia la porzione della costa interessata dalle maree, nutrendosi principalmente di granchi e gamberetti. Sebbene sia in grado di emettere suoni sott’acqua, nessuna teoria proposta sul possibile ruolo del suo buco in testa, ad esempio per mimetizzarsi o per amplificare il suono, era stata finora esplorata nel dettaglio.

Il ruolo misterioso

Per capire la funzione del fossa cranica, quindi, il ricercatore ha usato uno scanner micro-Ct e altre innovative apparecchiature ed ĆØ riuscito cosƬ a effettuare una sorta di “dissezione virtuale” e creare un modello tridimensionale estremamente dettagliato della testa del pesce corazzato. Tracciando i singoli nervi che vanno e vengono dal cervello e dalla fossa cranica del pesce, il ricercatore ha inizialmente sospettato che le informazioni sensoriali raccolte dalla fossa potessero raggiungere il cervello. Tuttavia, andando avanti con le analisi, ha scoperto che un ramo dei nervi che fanno parte del sistema di rilevamento del movimento del pesce entrano nella fossa, suggerendo quindi che svolgesse proprio la funzione di rilevare lo spostamento dell’acqua.

Tamburo e bacchette

Ma solamente quando Geldof si ĆØ accorto che la prima serie di costole del pesce corazzato ĆØ insolitamente grande, appiattita e situata vicino alla fossa senza esservi fisicamente attaccata, che ha davvero svelato il mistero: alla base di queste, infatti, si trovano tendini che si attaccano ai muscoli più forti del corpo e che suggeriscono che il pesce può muoverle liberamente e rapidamente contro la base ossea della fossa cranica, come delle bacchette di tamburo. Da qui, quindi, ĆØ giunto alla conclusione che usa il buco nella sua testa come un tamburo, creando vibrazioni che si propagano nel terreno per comunicare con gli altri membri della sua specie e, probabilmente, per scoraggiare i suoi predatori. “L’oceano, soprattutto nelle zone basse e rocciose dove vive ĆØ incredibilmente rumoroso e acusticamente complesso, ha spiegato Geldof. “Quindi, questi pesci si sono adattati a comunicare attraverso il terreno anzichĆ© attraverso l’acquaā€. Il ricercatore, infine, lo ha descritto come uno dei batteristi più abili dell’oceano per le sue dimensioni. “Questo pesce usa in modo efficiente il suo piccolo corpo”, ha concluso Geldof. “In sostanza, trascorre tutta la sua vita adulta nell’equivalente marino di un concerto rockā€.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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