Una Brexit no deal rischia di costare 25 miliardi all’Italia


A tanto ammontano le esportazioni italiane verso il Regno Unito. Prodotti che, in caso di un’uscita senza accordi, saranno sottoposti a dazi.

A pro-Brexit activist (L) holding a placard and wearing a union flag-themed shirt talks with an anti-Brexit demonstrator holding an EU flagas they protest near the Houses of Parliament in London on January 29, 2019. – British Prime Minister Theresa May will seek “legal changes” to the Brexit deal she agreed with EU leaders only last month to try to secure the support of MPs, her spokesman said Tuesday. (Photo by Tolga AKMEN / AFP) (Photo credit should read TOLGA AKMEN/AFP/Getty Images)

A essere precisi si tratta di 24,9 miliardi di dollari: tanto valgono le merci che l’Italia ha esportato nel 2017 verso il Regno Unito. Prodotti sui quali, a meno che Londra non arrivi a un accordo con Bruxelles o ottenga l’ennesimo rinvio, dal 1 novembre saranno sottoposti a dazi per effetto di una Brexit senza accordo.

Queste tariffe, secondo una stima di Confartigianato, farebbero crescere in media del 13% il prezzo dei prodotti alimentari, dell’11% l’abbigliamento, dell’8,8% gli autoveicoli. Gli incrementi verosimilmente porterebbero ad una riduzione delle importazioni britanniche dall’Italia. Da qui l’idea che una Brexit possa costarci una somma che ha lo stesso ordine di grandezza della finanziaria del governo di Mario Monti.

Grazie ai dati dell’Observatory of economic complexity, Wired è in grado di ricostruire come si compongano questi 25 miliardi di esportazioni. In questo modo è possibile capire quali sono i settori che maggiormente rischiano di essere penalizzati da un’uscita del Regno Unito senza accordi con l’Unione europea.

Cliccando su H2 o H6 sotto all’infografica è possibile ridurre o aumentare il livello di dettaglio. I simboli in basso permettono di isolare un singolo settore.

Come si può vedere, l’industria che sarebbe maggiormente penalizzata da una no deal Brexit sarebbe quella meccanica, le cui esportazioni oltre Manica hanno raggiunto nel 2017 i 5,5 miliardi di dollari. Il prodotto più esposto sono i farmaci, che sono stati venduti per oltre 1 miliardo di dollari. Seguono il vino con 872 milioni e la componentistica per autoveicoli con 836.

Ora, a meno che Unione europea e Regno Unito non trovino un accordo per mantenere quest’ultimo all’interno del mercato europeo, comprare a Londra tutti questi prodotti italiani costerà di più. Tutto dunque sta a capire cosa succederà. In teoria il Parlamento inglese ha votato una legge che impedisce il no deal, obbligando Downing street a chiedere un rinvio dell’uscita in caso non si arrivasse a un accordo. Il primo ministro Boris Johnson, che non ha più la maggioranza, si è però detto intenzionato a uscire ad ogni costo. Solo la soluzione del problema sul piano politico permetterà di capire quali saranno gli effetti su quello economico.

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