Un Gigante delle Telecomunicazioni Vola nello Spazio Questo Fine Settimana

Questo fine settimana si preannuncia storico per il settore aerospaziale. Il lancio del razzo New Glenn, operato da Blue Origin, rappresenta un punto di svolta importante. Un eventuale successo potrebbe segnare la fine del predominio di SpaceX nel mercato dei veicoli spaziali riutilizzabili e dare vita a una lotta a tre per eliminare per sempre quel fastidioso indicatore di “Nessun servizio” sui nostri dispositivi.

La Missione del New Glenn

Domenica mattina, il razzo New Glenn di Jeff Bezos, un colosso dell’industria spaziale, è programmato per lanciare un primo stadio che già ha effettuato un volo e un atterraggio durante una missione precedente lo scorso novembre. Il test in questione è cruciale, poiché la riutilizzabilità economica dei razzi è ciò che ha reso il Falcon 9 di SpaceX così dominante nel settore. La capacità di riutilizzare i razzi non solo riduce i costi, ma aumenta anche la frequenza dei lanci, un passo fondamentale per chi ambisce a espandere il mercato delle telecomunicazioni satellitari.

La Necessità di Sviluppo

Amazon ha assoluto bisogno di un razzo riutilizzabile per accelerare i suoi lanci in orbita terrestre bassa. Fino ad ora, l’azienda è riuscita a lanciare solo 241 satelliti, rimanendo indietro rispetto alle sue ambizioni. Nel frattempo, SpaceX ha già messo in orbita oltre 1.500 satelliti per la sua costellazione Starlink negli stessi 12 mesi. Questa evidenza sottolinea l’urgenza per Amazon di fare progressi significativi nel settore.

La Potenza di BlueBird 7

Il lancio di domenica avrà come obiettivo il satellite BlueBird 7 di AST SpaceMobile, destinato a un’orbita bassa. A differenza di Amazon e SpaceX, che puntano su migliaia di piccoli satelliti, AST prevede di lanciare un numero inferiore di satelliti, ma con una potenza nettamente superiore. Il BlueBird 7 è dotato di un’antenna phased-array di ben 2.400 piedi quadrati, rendendolo il più grande array di comunicazione commerciale mai lanciato in orbita terrestre bassa. In sostanza, si tratta di una torre di telefonia mobile nello spazio.

La missione è progettata per offrire connettività a banda larga 4G e 5G, con velocità superiori ai 120 Mbps, direttamente agli smartphone esistenti. AST pianifica di avere tra i 45 e i 60 satelliti lanciati entro la fine del 2026. Quando il servizio inizierà quest’anno, AST entrerà in competizione diretta con Starlink, che già collabora con T-Mobile negli Stati Uniti, e con Globalstar, la rete satellitare recentemente acquisita da Amazon, che permette di mantenere la comunicazione anche in zone prive di copertura.

Conclusione: Implicazioni per il Mercato Italiano

Il successo di queste iniziative avrà anche ripercussioni sul mercato italiano. Se i servizi di connettività globale tramite satellite dovessero diffondersi, potrebbero colmare le lacune di rete in molte aree, specialmente in quelle rurali o remote. Inoltre, rappresenterebbero opportunità per le aziende italiane nel settore delle telecomunicazioni, scrivendo un nuovo capitolo nella connettività globale.

In sintesi, il lancio del New Glenn è molto più di un semplice evento spazio-culturale. È un passo cruciale verso un futuro in cui la connessione globale potrebbe finalmente diventare una realtà per tutti, ovunque.