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Una società di intelligence ha oscurato le immagini satellitari dell’Iran dopo le richieste dell’amministrazione Trump, perché?

di webmaster | Apr 13, 2026 | Tecnologia


Stati Uniti Iran immagini satellitari Teheran

Questa immagine satellitare di Planet Labs mostra i danni causati dai raid aerei contro l’aeroporto internazionale di Mehrabad a Teheran, in Iran, il 7 marzo 2026.

Planet Labs

A Washington, la misura ha riaperto una frattura tra l’amministrazione Trump e quei provider di dati che non sono direttamente ricollegabili agli apparati di difesa degli Stati Uniti. Nel corso di una conferenza stampa tenutasi al Pentagono un mese fa, il segretario alla Guerra, già Difesa, Pete Hegseth, ha liquidato il ruolo delle fonti aperte affermando che “le fonti open source non sono il luogo per determinare cosa succede o non succede”, riferendosi alla guerra.

Planet Labs non è un soggetto open source, ma un’azienda privata che offre servizi a pagamento ai propri clienti. Chiunque può accedere alle immagini satellitari che cattura, senza ovviamente poterle modificare o ridistribuire come se fossero proprie. A maggio 2022, il National reconnaissance office, l’agenzia statunitense di intelligence responsabile della gestione e acquisizione dei satelliti di ricognizione per la difesa, ha firmato con Planet Labs un contratto pluriennale destinato all’acquisto di immagini satellitari commerciali integrate nei sistemi di intelligence Usa.

L’accordo di cinque anni, estendibile fino a dieci, è parte della più ampia strategia dell’ufficio di incorporare dati privati nelle capacità operative della comunità di intelligence. Ma leggere le affermazioni di Hegseth alla luce dell’ordine imposto dalla Casa Bianca all’azienda californiana nasconde una certa prudenza, per non dire diffidenza, di Trump verso la possibilità che le stesse immagini possano essere usate per una verifica indipendente degli eventi sul campo.

Commentando la notizia, alcuni esponenti democratici hanno espresso preoccupazione per un possibile effetto di oscuramento dell’informazione libera, sottolineando come la disponibilità di immagini commerciali sia diventata uno strumento essenziale per giornalisti e osservatori indipendenti.

L’emendamento che ha ostacolato la verifica delle operazioni militari nei Territori palestinesi

Il diktat della Casa Bianca non è, tuttavia, un precedente isolato. Il rapporto tra Stati Uniti e provider commerciali di immagini satellitari è storicamente caratterizzato da un equilibrio instabile. Il riferimento principale resta il Kyl–Bingaman Amendment, che per oltre due decenni ha limitato la risoluzione delle immagini disponibili per Israele e i Territori palestinesi (occupati e non).



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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