[ad_1] Il nuovo report firmato dalla International Energy Agency (IEA) stima che 1 su 4 auto vendute in tutto il mondo nel 2025 sarà elettrica, per un totale di oltre 20 milioni di unità. La stessa agenzia prevede come la…
Il nuovo report firmato dalla International Energy Agency (IEA) stima che 1 su 4 auto vendute in tutto il mondo nel 2025 sarà elettrica, per un totale di oltre 20 milioni di unità. La stessa agenzia prevede come la fetta sia pronta a salire fino al 40% entro il 2030, sospinta dal successo sempre più travolgente in alcuni mercati traino come quello cinese. E l’Italia? Non stupisce troppo scoprire quanto il nostro paese sia in controtendenza, posizionandoci nelle posizioni più basse della classifica di diffusione delle vetture a propulsione pulita.
Il report dell’IEA
L’IEA è l’agenzia internazionale dell’energia fondata da 29 paesi nel 1974 a seguito della crisi petrolifera dell’anno precedente. L’organizzazione ha come obiettivo quello di favorire la cooperazione e lo sviluppo economico all’insegna della sostenibilità. Il suo ultimo report pubblicato si concentra sui dati di vendita globali delle auto elettriche e sulle previsioni attese a fine 2025. Con una crescita già registrata del 35% nel primo trimestre fiscale dell’anno, nel confronto col precedente, il segmento delle auto elettriche vede la Cina come paese locomotiva, dato che i motori a propulsione pulita occupano già quasi la metà della torta. Da solo, il colosso asiatico ha venduto nel 2024 tante auto elettriche quante quelle a livello globale nel 2022. Per un rapido confronto, negli Usa è green il 10% delle vetture vendute, mentre in Europa siamo al 20% a livello continentale, con una situazione in stallo (anzi, in calo). Per il prossimo futuro, si prospetta un incremento fino al 40% entro il 2030. E l’Italia?
La situazione in Italia
Come anticipato, siamo tra i paesi con la minor penetrazione di auto elettriche. Secondo dati recenti, come quelli diffusi da Motus-E, l’Italia presenta una fetta di mercato delle auto elettriche pari al 5,07%. Una percentuale che sarà pur in netto rialzo dal 2,76% rispetto all’anno precedente, ma che la pone ben lontana da altre nazioni europee come la Francia al 18,18%, la Germania al 17,01% e anche la Spagna al 6,98%.
