UNI 11621-8: l’Italia delinea i profili professionali dell’AI e il loro impatto su PA e imprese

La pubblicazione della norma UNI 11621-8:2026 rappresenta una svolta significativa nel panorama dell’intelligenza artificiale (AI) in Italia. Per la prima volta in Europa, questa norma fornisce un quadro chiaro e sistematico delle dodici figure professionali che operano nel settore dell’AI, aiutando a rendere misurabili le competenze necessarie in un ambito che fino ad oggi è stato caratterizzato da grande confusione e ambiguità. Le imprese e le pubbliche amministrazioni che dovranno conformarsi agli obblighi del nuovo AI Act possono ora contare su uno strumento che rende tangibili le proprie responsabilità e competenze, convertendo requisiti astratti in adempimenti concreti.

Un primo passo importante

Adottata ufficialmente il 30 aprile 2026, la UNI 11621-8 è stata redatta in collaborazione con il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri. Si tratta del primo standard nazionale in Europa volto a definire ruoli ben identificabili nel contesto dei sistemi di AI. Le dodici figure, che spaziano dal Chief AI Officer all’AI Research Scientist, sono descritte non solo in termini di responsabilità, ma anche di competenze, abilità e indicatori di prestazione. Ora più che mai, le aziende italiane possono contare su un linguaggio unificato e su parametri chiari per valutare e certificare le competenze dei professionisti dell’AI.

In un contesto normativo in continua evoluzione, accompagnato dal Regolamento (UE) 2024/1689, la norma UNI è essenziale per assicurare che le aziende possiedano personale con le competenze adeguate a gestire i sistemi di AI. Questo standard di riferimento si inserisce perfettamente in un quadro legislativo più ampio che include anche la L. 23 settembre 2025, n. 132, focalizzata sulla formazione e certificazione delle competenze nel settore dell’AI.

Opportunità e sfide per il mercato del lavoro

Il riconoscimento di queste figure non è solo un importante passo legislativo, ma va a supportare anche una domanda crescente nel mercato del lavoro. Fino a poco tempo fa, la figura dell’AI Specialist era poco definita e poteva includere competenze non rilevanti o addirittura inventate. Con l’entrata in vigore di standard come la UNI 11621-8, ci si aspetta un maggiore ordine e responsabilità anche nel campo professionale, riducendo l’incertezza per le aziende in cerca di talenti nel settore dell’AI.

Tuttavia, è fondamentale non perdere di vista i rischi associati a questa norma. L’obiettivo non è semplicemente rinominare ruoli e responsabilità, ma implementare effettivamente le competenze dichiarate. Ciò significa che, sebbene la norma sia volontaria, le aziende che trattano sistemi di AI ad alto rischio o operano nel settore pubblico dovrebbero considerarla come una raccomandazione forte, piuttosto che come un semplice adempimento burocratico.

Cosa fare nei prossimi passi

Con l’arrivo della UNI 11621-8, le aziende e le pubbliche amministrazioni italiane sono chiamate a una riflessione strategica. Anche se non vi è un’urgente necessità normativa, è sicuramente un’opportunità da cogliere. Ecco alcuni suggerimenti pratici:

  • Mappare le competenze: Le organizzazioni devono esaminare le proprie risorse e identificare eventuali lacune rispetto ai nuovi profili, in vista anche delle esigenze relative all’AI literacy.
  • Aggiornare le job description: Allineare le descrizioni di lavoro con gli standard UNI aiuta a ridurre l’incertezza e a rendere chiari i requisiti richiesti.
  • Valutare la certificazione: Considerare la certificazione dei ruoli apicali, come il Chief AI Officer, per fortificare la conformità con l’AI Act.
  • Controllare i fornitori: Inserire nella due diligence dei fornitori la verifica delle competenze del personale, specificando l’aderenza allo standard.

L’introduzione della UNI 11621-8 è solo il primo passo di un percorso destinato a evolversi. Con il settore dell’AI in continua crescita, chi si prepara oggi avrà un vantaggio competitivo domani. Non resta che muoversi con decisione, non lasciando che questa finestra di opportunità si chiuda.