Un prezzo che scende, una domanda che sale
Quando fu annunciato l’estate scorsa, il prezzo di partenza dell’R1 era di 39.900 yuan, pari a circa 5900 dollari. Oggi, la versione base parte da 29.900 yuan, circa 3700 euro. Una cifra che, nel panorama della robotica umanoide suona sorprendente, considerando che altri suoi concorrenti sono ben più costosi. Per avere un termine di paragone: il G1, il modello precedente di Unitree, parte da circa 13.800 dollari; l’H1, il flagship dell’azienda, si avvicina ai 90.000 dollari. Tesla Optimus, che non è ancora in vendita al pubblico, punta a un prezzo sotto i 20.000 dollari , ma solo quando raggiungerà una produzione di un milione di unità l’anno. Nel frattempo, Figure AI e Apptronik si aggirano intorno ai 50.000 dollari per pezzo. L’R1 è, oggettivamente, un’altra categoria di prezzo: un’utilitaria in un mondo di berline.
Le caratteristiche di Unitree R1
L’R1 è alto 122 centimetri, pesa 25 chili, ha 26 giunture intelligenti e il modello multimodale large-language di Unitree, con riconoscimento vocale e riconoscimento delle immagini. Gli sviluppatori possono contare su SDK Linux e interfacce ROS 2. Ma il vero biglietto da visita sono le performance fisiche. L’R1 è in grado di fare la ruota, sdraiarsi e rialzarsi autonomamente, correre in discesa. Unitree lo definisce “born for sport”, e i video di presentazione hanno fatto il giro del mondo mesi fa: un umanoide che fa la ruota non è esattamente quello che ci si aspetta da un robot che costa meno di un’auto usata.
Il problema del “sì, ma a cosa serve?”
Qui si apre la questione più interessante. L’Unitree R1 è impressionante come piattaforma motoria — nessun dubbio. Mancano però le mani con dita articolate e il torque è limitato: non è progettato per fare la colf, né per manipolare oggetti complessi. L’azienda lo presenta come “intelligent companion” per interazione, ricerca e sviluppo software. Il modello EDU (Go2 EDU, G1 EDU) aggiungono un modulo NVIDIA Jetson Orin con fino a 100 TOPS di potenza di calcolo AI, due gradi di libertà per la testa e mani destre opzionali. In questo caso l’utilizzo è più orientato a laboratori e università. Il punto, insomma, è questo: l’R1 base non è il robot domestico che prepara il caffè e porta fuori il cane, ma è perfetto per ricercatori, laboratori e chiunque voglia testare algoritmi su un solido hardware senza spendere una fortuna.

